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Coronavirus, in Lombardia in arrivo più restrizioni: stop a sport amatoriali e lezioni a distanza alle superiori

Ad annunciarlo il presidente regionale Fontana dopo l'incontro con i sindaci lombardi ed i membri del Consiglio regionale. Sabato la nuova ordinanza

E' stato un incontro breve quello tra il presidente regionale Attilio Fontana con i sindaci e i membri del Consiglio, venerdì pomeriggio, sui provvedimenti per far fronte all'emergenza covid-19 in Lombardia. C'è unità d'intenti per una situazione che sta volgendo al peggio in regione. Le proposte verranno indicate al Comitato tecnico-scientifico del Governo. Le regole già in vigore oggi, sottolinea il governatore, verranno inasprite, nel tentativo di abbassare i contagi. Il tutto verrà formalizzato con un'Ordinanza che entrerà in vigore a partire da sabato 17 ottobre 2020, e varrà sull'intero territorio regionale.

Si parte da un presupposto: ridurre le persone sui mezzi pubblici, dove il distanziamento spesso non viene mantenuto: «Tutti quanti chiedono di procedere con una didattica a distanza parziale. Che ci sia la possibilità di avere un'alternanza scuola e didattica a casa», sottolinea Fontana. Le scuole superiori lombarde, così, faranno lezione sia in aula che a casa: alcune classi saranno negli istituti, altre no, in alternanza. Questo dovrebbe portare meno persone a circolare riducendo le occasioni di contagio. 

La nuova ordinanza di Regione Lombardia di venerdì 16 ottobre 2020

«Abbiamo chiesto che si cerchi di organizzare una distribuzione diversa dell'inizio dell'attività scolastica e questo dovrebbe portare a una riduzione delle presenze sul trasporto pubblico locale», prosegue. La Regione, inoltre, chiederà al sistema universitario di ridurre le presenze in aula - non per le matricole e gli specializzandi - e di stoppare lo sport dilettantistico (non gli allenamenti). Anche sale bingo e sale giochi dovrebbero avere dei ridimensionamenti. Verrà inasprito il divieto di consumo di bevande sul suolo pubblico con maggiori controlli.

Sulla situazione sanitaria, Fontana chiede di mantenere calma: «Abbiamo risposte più opportune dal punto di vista medico rispetto a marzo - sottolinea -. I lombardi devono essere meno proeccupati, ma molto attenti a rispettare le misure. Con il governo ci sono incontri costanti: in Lombardia non c'è un focolaio particolare, ma tante zone sono a rischio, come Milano o Monza. Dobbiamo avere la massima cautela». 

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