Sondrio, dal Pd una mozione a sostegno delle case di riposo della provincia

I Democratici chiedono al sindaco Scaramellini di farsi portavoce delle istanze delle rsa di Valtellina e Valchiavenna presso Regione Lombardia. La discussione in consiglio comunale

La situazione all'interno delle rsa della provincia di Sondrio è molto delicata. Aumenta, giorno dopo giorno, il numero degli anziani positivi al coronavirus nelle case di riposo di Valtellina e Valchiavenna. Una "battaglia" quotidiana difficile da affrontare, in termini di risorse e personale, oltre che di morale. È in questa logica che i consiglieri comunali del capoluogo del Partito Democratico hanno presentato una «mozione a sostegno delle rsa della provincia di Sondrio», che verrà discussa nel Consiglio comunale di venerdì 30 ottobre, affinché l'Amministrazione comunale possa chiedere alla Regione maggiori risorse e strumenti.

«L'emergenza sanitaria di questi ultimi mesi legata al covid-19 ha messo a dura prova la sanità territoriale in Lombardia rilevando molte carenze. La qualità del servizio socio-sanitario non si giudica solo sulle punte di eccellenza, che pure ci sono nella sanità lombarda, ma sulla capacità di rispondere ai bisogni diffusi sul territorio» hanno commentato i  Democratici sondriesi.

«Il momento drammatico che hanno vissuto e che stanno vivendo le rsa (in tutta la Regione ed in particolare nella nostra provincia), e le altre tipologie di strutture residenziali dal punto di vista umano, psicologico, sanitario, è diventato e rimane essere anche un gravoso problema di tipo economico (ingente diminuzione del numero degli ospiti nelle strutture rsa e attuale richiesta di Regione Lombardia di avere il 10% dei posti scoperti per far fronte ad una nuova emergenza sanitaria senza un adeguato sostegno economico). Se la sostenibilità economica delle RSA non regge, i nostri anziani non autosufficienti rischiano di rimanere senza assistenza e sono compromessi i posti di lavoro del personale, in alcuni casi già in cassa integrazione. Tutto questo rischia di tradursi in un aumento delle rette, già alte, a carico delle famiglie. Senza dimenticare che i familiari e i volontari quasi mai possono entrare nella struttura: gli unici ad avere accesso sono gli operatori sanitari e quindi unici potenziali portatori nuovamente del virus all'interno delle strutture» hanno aggiunto i due firmatari della mozione, Michele Iannotti e Roberta Songini.

Le richieste al sindaco

Nella parte "operativa" della loro mozione i rappresentanti sondriesi del Pd chiedo al sindaco Scaramellini e alla sua Giunta di «attivarsi presso Regione Lombardia per far sì che riveda i budget destinati alle rsa ed alle altre unità d'offerta della rete socio-sanitaria, considerato i maggiori costi che le strutture devono sostenere nell'accesso e gestione degli ospiti, allo scopo di non minare la solidità finanziaria degli Enti che ha permesso una qualità elevata dell'assistenza».

Infine una richiesta di "pressione" sulla Regione affinché introduca l'obbligatorietà dei tamponi per il personale sanitario delle rsa e delle strutture residenziali sanitarie. «Considerato che la Legge N. 77 del 17 luglio 2020, all'articolo 1-ter equipara le RSA ai presidi ospedalieri e che il rapporto ISS Covid19 n4/2020 prevede lo screening per tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari, si inviti la Regione Lombardia a farsi carico delle spese per uno screening continuo del personale sanitario, coordinato dall' ATS, al fine di prevenire nuovi possibili focolai all'interno delle strutture con ospiti particolarmente esposti».

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