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Al centro don Attilio (Foto di Christian Clementi)

Al centro don Attilio (Foto di Christian Clementi)

Chiuro in lutto, il covid si è preso don Attilio Bianchi

Era ricoverato presso l'ospedale Morelli di Sondalo da tre settimane. Paese in lutto

Si è spento presso l'ospedale "Eugenio Morelli" di Sondalo il prevosto di Chiuro e amministratore parrocchiale di Castionetto, don Attilio Bianchi. Dopo tre settimane di ricovero il sacerdote, classe 1945, è spirato a causa del covid-19. A riportare la notizia "Il Settimanale" della Diocesi di Como. Ancora da fissare data e orario della celebrazione funebre.

«Nato a Morbegno il 22 agosto 1945, da bambino si trasferì con la famiglia in Sardegna, ad Oristano, e presto maturò la vocazione al sacerdozio. Completata la formazione nel Seminario vescovile di Como, fu ordinato sacerdote il 23 settembre 1972 e destinato come coadiutore alla parrocchia della Beata Vergine del Rosario di Sondrio. Nel 1975, don Attilio fu nominato parroco di Faedo Valtellino, dove rimase per undici anni, prima di essere trasferito a Chiuro nel 1986. Dal 2011 fu anche amministratore parrocchiale di Castionetto, dopo la morte di don Giuseppe Pozzi» come riportato dallo stesso organo di stampa delle Diocesi di Como.

«Assistente ecclesiastico della Federazione italiana scuole materne (Fism), don Attilio è stato impegnato per lunghi anni come insegnante di religione in diversi istituti superiori del sondriese. Profondo curatore e amente della liturgia, «prete da capo a piedi», come ricorda il vicario foraneo don Samuele Fogliada, ha curato molto l’ambito educativo, spendendosi per l’oratorio e per l’animazione dell’Azione Cattolica» conclude "Il Settimanale".

«Oggi è mancato Don Attilio Bianchi. Ho avuto l'occasione di conoscerlo ad un convegno della F.I.S.M. a Chiuro, un paio d'anni fa. Mi ha colpito da subito il suo amore per la scuola e la sua accorata e convinta difesa della dignità della scuola paritaria. Amava la scuola dell'infanzia paritaria di Chiuro come si ama un figlio e credo che questo amore fosse pienamente ricambiato. Anche don Attilio aveva i suoi tratti di originalità, ma davvero era un uomo di Dio, a volte un po' simile a don Camillo ma innamorato profondamente della Chiesa e della sua millenaria tradizione liturgica. Sono felice di averlo potuto conoscere e prego per la sua anima, perché il Signore lo riceva accanto a sé come servo buono e fedele. A Dio, don Attilio!» ha commentato il dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale, Fabio Molinari.

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