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Coronavirus a Morbegno, numeri in crescita: grave la situazione della casa di riposo

Dall'inizio di aprile nella RSA morbegnese ci sono stati 22 decessi. Ben 49 dall'inizio dell'anno

Salgono ad un ritmo preoccupante i casi di persone positive al coronavirus nel territorio comunale di Morbegno. I morbegnesi colpiti dal Covid-19 sono passati da 15 a 33 in soli dieci giorni. Un trend che non sembra rispecchiare le previsioni che vorrebbero la pandemia in lenta diminuzione. Unica attenuante è il sempre maggior numero di tamponi effettuati su tutto il territorio. 

Coronavirus alla casa di riposo di Morbegno 

A tenere banco in queste ore è la questione dei contagi e dei conseguenti decessi all'interno della casa di riposo Ambrosetti-Paravicini. Un vero proprio 'caso' scoppiato all'interno della struttura morbegnese dove molti tra ospiti e personale sanitario sono stati colpiti dal virus. Solo dieci giorni fa il sindaco Alberto Gavazzi aveva definito la situazione "sotto controllo", ma con il passare dei giorni la situazione è degenerata. 

Se gli anziani ospitati ad inizio dell'emergenza erano 194 ed i deceduti erano stati 6 a gennaio e 6 a febbraio, dallo scoppio della pandemia ad oggi si sono registrati 15 decessi a marzo e 22 aprile. Numeri allarmanti, anche se non necessariamente tutti i decessi sono collegati direttamente al coronavirus.

Sarebbero infatti 'solo' 22 i casi di positività al Covid-19. Numero probabilmente falsato dal fatto che i tamponi sono stati effettuati solo a partire dall'8 aprile (30 in totale quelli effettuati ad oggi).

Contagi che inevitabilmente hanno colpito anche coloro che lavorano all'interno della casa di riposo. Dei 195 tra infermieri e operatori sanitari, che giorno dopo giorno si prendono cura degli ospiti con dedizione anche in questo periodo difficile, 58 sono attualmente in malattia. Dei 5 medici solitamente presenti in struttura 3 sono malati. 

Dalla dirigenza della fondazione che gestisce la struttura assicurano che tutti i protocolli sono stati rispettati. Innegabile che però qualcosa è andato storto e allora c'è chi, come il consigliere indipendente Rovedatti, punta il dito contro la prolungata apertura del centro diurno e chi, come l'ex sindaco Ruggeri lamenta una mancanza di informazioni che avrebbe portato a lavorare insieme e con sinergia per risolvere il problema.

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