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Coronavirus alla casa di riposo di Morbegno, Rovedatti: «Perché Centro Diurno e assistenza esterna hanno proseguito con le attività?»

Trenta i decessi dall'inizio dell'emergenza, 8 nelle ultime 48 ore. Alcuni medici e membri del personale sanitario sono risultati positivi.

Sono ormai più di 30 gli ospiti della casa di riposo di Morbegno ad avere perso la vita dall'inizio del'emergenza coronavirus. Se il 29 marzo Alberto Gavazzi aveva definito 'sotto controllo' la situazione all'interno della struttura Ambrosetti-Parravicini ora, a detta del dottor Rizzi, Presidente della Fondazione che la gestisce, è 'drammatica'. Nelle ultime 48 ore 8  infatti sono le persone decedute. Alcuni medici e membri del personale sanitario sono risultati ultime ore positivi. 

Rovedatti: «Perché fino all'11 marzo il Centro Diurno e l'assistenza quotidiana esterna hanno proseguito con le proprie attività?»

Critiche sulla gestione dell'emergenza arrivano da tutti i fronti. Il consigliere indipendente Angelo Rovedatti, che già aveva portato alla luce il problema della mancanza di informazioni da parte dell'Amministrazione comunale, commenta la vicenda della casa di riposo morbegnese. 

«Provo - ha dichiarato Rovedatti - con una riflessione personale e basata su date precise, avvalendomi del fatto che, purtroppo, per contrastare il covid-19, conviviamo con restrizioni imposte da più Enti e per questo a volte diventano confusionarie, interpretabili e solo alcune drastiche. Drastiche per le scuole, chiuse da subito. Forse era quello il periodo per chiudere tutto e a quest'ora molto era già risolto? Drastiche, ma con un tira e molla comico iniziale, per le attività sportive che comunque è tutto dal mese di marzo che si sono adeguate non effettuando alcuna attività prevista. Drastiche anche per la chiesa che ha sospeso da subito ogni funzione».

«Scuole chiuse, sport azzerato, funzioni religiose sospese e ora  - prosegue il consigliere indipendente - la mia riflessione con interrogativi, tocca una parte dolente: ma perché fino all'11 marzo il Centro Diurno della Casa di Riposo e l'assistenza quotidiana esterna hanno proseguito con le proprie attività, pur avendo come base una struttura già parzialmente interdetta e solo dal giorno 6? Il centro diurno e l'assistenza a domicilio, sono attività e servizi giornalieri e a stretto contatto. Non sono un virologo, ma il potenziale contagio potrebbe essere andato di casa e in casa o no? Mi limito a 'pesare' la chiusura di un'attività che doveva essere più drastica, quindi è una scelta interna. Spesso si sente 'sparare' su errori di altri enti e a volte servono per scaricare colpe, ma qui una chiusura immediata non è stata presa. Se abbia peggiorato la situazione attuale ora tardivamente nota, non spetta me fare indagini».

«Concludo dicendo, di certo, in materia di prevenzione non hanno dato un buon esempio! In questo momento sono vicino a chi ha perso i propri Cari, a chi sta lottando per sopravvivere e una pronta guarigione a chi già sta meglio. Vista la situazione fare gli Auguri Pasquali mi è pesante, ma pace e bene futuro a tutti».

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