Coronavirus, la tenacia di Piateda: una macchina che produce mascherine per tutta la popolazione

Il progetto "Piateda in maschera" voluto dal Comune insieme a numerosi volontari ha visto il coinvolgimento del Politecnico di Milano

 

Il comune di Piateda, grazie ai tanti volontari e al contributo del professor Paolo Bettini, originario di Boffetto, ha aderito all'iniziativa etica POLIMask del Politecnico di Milano: "Un milione di mascherine per imparare a proteggerci e arrivare a tutti con le informazioni giuste!!"

La mascherina realizzata dai volontari è composta da tre strati di TNT, testato e approvato per conto di Regione Lombardia dal Politecnico di Milano. Il grado di filtrazione è pari al 99% ed è rispondente a quanto previsto sul materiale utilizzato per le mascherine chirurgiche.

Le mascherine sono ad uso esclusivo personale: non si configurano né come dispositivo medico (DM) né come dispositivo di protezione individuale (DPI) e non possono essere utilizzate durante il servizio degli operatori sanitari né da altri lavoratori per i quali è prescritto l'uso di specifici dispositivi di sicurezza. Non sono lavabili.

«Da inizio emergenza abbiamo percepito la necessità di dover disporre di mascherine in quantità significativa, soprattutto in prospettiva della fase 2, che ci permetterà per piccoli passi e per gradi di ritornare ad una nuova e diversa gestione delle nostre attività. Per questo, grazie all'ingegno e al lavoro di un gruppo di volontari (disegnatori, carpentieri meccanici, specialisti in elettronica, sarte, ecc...) coordinati da Gianpiero Scamozzi, è stata costruita una macchina che ci permetterà di produrre oltre 3.000 mascherine al giorno per la nostra comunità e non solo» ha commentato il sindaco di Piateda, Simone Luca Marchesini.

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