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Sondrio, lo scontro sulla zona rossa sbagliata in regione Lombardia "sbarca" in Consiglio comunale

Dal Partito Democratico un'interrogazione urgente: «La grave inadempienza di Regione Lombardia ha causato ripercussioni pesanti al tessuto economico della nostra città, alla socialità, senza parlare dei danni educativi subiti dai ragazzi. Scaramellini chieda chiarimenti a Fontana»

L'acceso scontro tra Regione Lombardia da una parte e Governo e Iss dall'altra sbarca anche a Sondrio. Ad accendere i fari sulla spinosa questione che ha visto la Lombardia costretta alle restrizioni da "zona rossa" per limitare la diffusione del covid-19 per degli errori di compilazione è il gruppo consigliare del Partito Democratico con l'interrogazione urgente “Zona rossa in Lombardia: pasticci che i cittadini non meritano". Un richiesta di chiarimenti, indirizzata al sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini, e al presidente del Consiglio comunale, Maurizio Piasini, che verrà discussa nella prossima seduta del consesso cittadino, in programma venerdì 29 gennaio alle ore 17,30.

«La grave inadempienza da parte di Regione Lombardia ha causato ripercussioni pesanti al tessuto economico della nostra città, alla socialità, senza parlare dei danni educativi subiti dai ragazzi in seguito all’interruzione del percorso scolastico in presenza. Senza dimenticare che Confcommercio Lombardia ha quantificato una perdita di 600 milioni di euro subita dal commercio lombardo per la sola settimana di impropria chiusura dal 17 al 23 gennaio» hanno denunciato i democratici Michele Iannotti e Roberta Songini.

«Il 18 gennaio scorso con un comunicato stampa il Sindaco Scaramellini chiedeva di evitare: ”il balletto di aprire e chiudere, di colorare le zone sulla base di dati non aggiornati”, affermando che  il presidente Attilio Fontana aveva fatto bene a chiedere che la zona rossa venisse rivista (leggi qui)» hanno sottolineato quelli del Pd sondriese aggiungendo come il giorno seguente sia giunta «la prima richiesta della Lombardia, riconoscendo come qualcosa fosse cambiato nei dati inseriti nel database».

«Per il periodo tra il 15 e il 30 dicembre (sul quale si è calcolato l’Rt del 15 gennaio) Regione Lombardia ha rettificato il numero dei casi sintomatici e asintomatici. Così le persone che hanno avuto i primi sintomi in quei 15 giorni sono passate da 14.180 a 4.918. Un bel salto, che fa scendere l’Rt medio da 1,4 a 0,88, tanto che nella giornata di lunedì 25 gennaio, molti sindaci dei comuni capoluogo delle province lombarde hanno chiesto ufficialmente conto a Regione Lombardia su quanto accaduto» hanno aggiunto Iannotti e Songini.

Nasce così la richiesta dei due consiglieri all'Amministrazione comunale di Sondrio per conoscere «se ha inoltrato ufficialmente richiesta di chiarimenti a Regione Lombardia, così come hanno fatto molti sindaci dei comuni capoluogo delle province lombarde e se non ritiene di farsi parte attiva nei confronti di Regione Lombardia per chiedere: di rendere trasparenti e aperti a tutti i dati relativi al contagio oltre che una verifica dei dati comunicati all’Iss dal 12 ottobre scorso per accertarsi se l’errata comunicazione dei dati effettuata da parte di Regione Lombardia abbia gonfiato l’indice Rt solo per la scorsa settimana o anche per quelle precedenti il periodo natalizio».

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