Coronavirus, le case di riposo chiedono aiuto: «Situazione emergenziale, mancano risorse umane e materiali»

Nei giorni scorsi le RSA della provincia di Sondrio hanno scritto una lettera congiunta all'ATS della Montagna. Forte è la precoccupazione

La casa di riposo di Sondalo

La gestione del coronavirus nelle case di riposo della provincia di Sondrio è sfuggita di mano. Sono le stesse RSA (Residenze Socio Assistenziali) della provincia di Sondrio a lanciare l'allarme con una lettera congiunta, inviata nei giorni scorsi al direttore generale dell'AST della Montagna, Lorella Cecconami, e tutti i rappresentanti delle Istituzioni di Valtellina e Valchiavenna.

Una missiva accorata per chiedere aiuto e sostegno nella difficile battaglia contro il covid-19.

Decide di anziani ospiti con evidenti sintomi da covid-19, personale sanitario contagiato e poco protetto e numerose morti "sospette" delineano una situazione tutt'altro che sotto controllo. Senza dimenticare l'impossibilità di effettuare i tamponi per monitora l'epidemia (sia negli ospiti che nel personale sanitario) all'interno delle strutture protette.

È questo ad aver spinto le case di riposo locali a richiedere un imminente intervento con «tutte quelle iniziative concrete e praticabili finalizzate a reperire risorse umane (personale sanitario) e materiali (DPI, presidi sanitari, ossigeno, tamponi, disponibilità di laboratori) che consentano alle RSA di disporre dei mezzi necessari per potere affrontare la situazione emergenziale».

Ecco di seguito la missiva inviata all'AST della Montagna da tutte le RSA della provincia di Sondrio:

Gentile Direttore,

con la presente, gli scriventi Enti gestori di RSA vogliono rappresentarle la drammatica situazione che le strutture stanno vivendo in questi ultimi giorni e ore e sono a chiedere un intervento urgente da parte dell'ATS della Montagna in supporto e aiuto nella gestione dell'emergenza Covid-19

Come è noto, da oltre un mese, perciò già prima che fossero emanate le disposizioni nazionali e regionali riguardanti la gestione dell'emergenza Covid-19, i gestori delle unità d’offerta sociosanitarie hanno adottato stringenti misure di isolamento degli ospiti.

Le strutture hanno da subito implementato anche le misure organizzative e le procedure interne per la prevenzione del contagio e la sicurezza degli operatori e le hanno via via aggiornate tenendo conto delle normative, delle disposizioni e delle indicazioni (ISS e OMS) che nel tempo si sono susseguite. 

Gli Enti gestori hanno inoltre posto in atto, sin dalle prime avvisaglie dell'emergenza, un’intensa ed affannosa ricerca di DPI (mascherine, camici, ecc.), presidi sanitari, ossigeno, strumenti diagnostici, che erano, e in molti casi rimangono tuttora, scarsamente reperibili.  

Per gestire la difficile situazione interna alle RSA, viene svolta una costante azione di formazione del personale; peraltro, la maggior parte dei nostri operatori sta collaborando con responsabilità e grande spirito di sacrificio alla gestione di una situazione molto critica che, naturalmente, genera in tutti un forte stato di tensione psicologica.

L'attuazione delle misure sopradescritte, non ha però, purtroppo, impedito che il contagio raggiungesse sia taluni operatori che ospiti delle RSA, impegnate oggi nella gestione di casi sospetti o accertati di Covid-19.

Il mantenimento delle misure organizzative utili al contentenimento della diffusione pandemica è reso assai difficoltoso a causa dei seguenti fattori critici:

- la scarsa disponibilità di alcuni presidi e DPI, soprattutto quelli necessari alla gestione di ospiti con sintomatologie sospette di Covid-19;

- le numerose assenze del personale che, pur dando grande prova di impegno e dedizione al lavoro, è spesso costretto ad assentarsi per malattia o per sintomatologia sospetta da Covid-19.Peraltro, in caso di positività, l’assenza è prolungata a causa delle tempistiche di attuazione della procedura necessaria al rientro (doppio tampone negativo); 

- la difficoltà, dovuta alla scarsità dei tamponi reperibili ed ai tempi di processazione, di esecuzione degli accertamenti  sul personale e sugli ospiti che manifestano sintomatologie sospette da contagio di Covid-19. 

Temiamo che la situazione sopra descritta, peraltro già rappresentata alla sua Agenzia, divenga nei prossimi giorni non più gestibile con le sole risorse di cui oggi disponiamo e che le nostre organizzazioni non possano essere ulteriormente “stressate” il personale, ormai allo stremo, non può continuare a supportare ulteriori fatiche fisiche e psicologiche).

Per tali ragioni, animati dalla sola volontà di cooperare nella gestione di questo tragico momento, siamo a chiederLe di mettere in atto, tempestivamente, sulla base delle prerogative e dei poteri che sono attribuiti all'ATS, tutte quelle iniziative concrete e praticabili finalizzate a reperire risorse umane (personale sanitario) e materiali (DPI, presidi sanitari, ossigeno, tamponi, disponibilità di laboratori) che consentano alle RSA di disporre dei mezzi necessari per potere affrontare la situazione emergenziale.

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