Coronavirus, dalla Latteria Sociale Valtellina dispositivi e prodotti alimentari per chi è in prima linea

La donazione della Cooperativa e dei soci per la sanità provinciale e per l'ospedale da campo realizzato dagli alpini di Bergamo

Dentro ogni cooperativa batte un cuore generoso e la Latteria Sociale Valtellina lo ha dimostrato nel momento più drammatico della nostra storia recente, donando dispositivi di protezione e prodotti alimentari a chi fronteggia in prima linea il coronavirus, in provincia di Sondrio e a Bergamo, in una delle zone più colpite.

Nei giorni immediatamente seguenti il primo contagio, quando i dispositivi di protezione individuale erano difficili da reperire sul mercato, la cooperativa ha donato quasi 3500 pezzi tra cuffie, mascherine, tute, calzari e camici monouso, indispensabili negli ospedali, all'Azienda Socio Sanitaria Valtellina e Alto Lario. Nelle scorse settimane, subito dopo il lancio dell'idea dell'ospedale da campo alla Fiera di Bergamo, erano stati avviati i colloqui con l'Associazione nazionale alpini attraverso uno dei consiglieri, il valtellinese Mario Rumo, per arrivare in questi giorni all'invio di prodotti che vengono utilizzati per i pasti dei pazienti, del personale sociosanitario e dei volontari, oltre 250 persone. 

«In questa drammatica situazione - sottolinea il presidente Armando Acquistapace - nello spirito solidale che anima la nostra cooperativa, ci siamo subito attivati per fornire un contributo all'Ospedale Morelli di Sondalo, destinando un quantitativo di dispositivi di protezione che usiamo nella nostra attività. Vogliamo far sentire la vicinanza di tutti i soci allevatori a chi opera in prima linea per la nostra salute e ringraziarli per lo straordinario lavoro che stanno facendo». Ma c'è anche l'iniziativa di Enrico Confortola, socio della Latteria Sociale Valtellina di Valfurva, che con il gruppo allevatori locale ha promosso una raccolta fondi per aiutare l'ospedale da campo allestito dagli Alpini a Bergamo.

Nell'ospedale da campo allestito in tempo record alla Fiera di Bergamo i ricoveri sono iniziati il 6 aprile scorso: le donazioni, in denaro e in merci, per la costruzione e la gestione della struttura sono arrivate da ogni parte d'Italia e anche dall'estero. La Latteria Sociale Valtellina, già al fianco degli alpini per l'Adunata nazionale di Milano, nel maggio del 2019, e per molte altre iniziative, si è immediatamente proposta per contribuire all'approvvigionamento di generi alimentari per il tramite di Mario Rumo. «Da valtellinese - sottolinea - sono orgoglioso che un'azienda del nostro territorio sostenga la nostra iniziativa di Bergamo. La collaborazione avviata l'anno scorso prosegue con grande soddisfazione di entrambe le parti, in questa emergenza sanitaria serve l'apporto di tutti: noi Alpini siamo in prima linea e possiamo contare sull'aiuto di aziende come la cooperativa e i suoi cento soci allevatori».

L'automezzo partito alla volta di Bergamo trasportava latte, fresco e a lunga conservazione, formaggio di capra, ricottine, caciotte alpine, Piattone e San Marco, oltre a pizzoccheri secchi e alle bisciole del panificio Gualtiero Pontiggia: oltre due quintali di merce. A coordinare l'operazione il responsabile marketing Maurizio Giboli: «Gli Alpini hanno compiuto un'impresa straordinaria - sottolinea - e noi siamo felici di poter fornire il nostro contributo, di essere fra le oltre 700 aziende italiane ed estere che hanno sostenuto questo progetto e di rappresentare la filiera agricola valtellinese attraverso i nostri prodotti. Siamo fieri di partecipare a una straordinaria gara di solidarietà per aiutare i malati e tutte le persone che soffrono a causa del covid-19». 

Nell'emergenza e nell'attesa di una ripartenza da tutti auspicata, in questi mesi il lavoro nei caseifici e nelle latterie della cooperativa e nelle aziende zootecniche dei soci non si è mai interrotto. La filiera agricola, seppure con fatica e nel rispetto delle restrizioni previste, è stata mantenuta per assicurare l'approvvigionamento di beni di prima necessità. Nei caseifici, nei reparti di produzione e di confezionamento, per rispettare le misure di sicurezza, sono stati organizzati turni con personale dimezzato. Tutti i dipendenti, compresi gli autisti, si sono prodigati per garantire le consegne ai punti vendita e non far mancare i prodotti. L'auspicio è che i consumatori di Valtellina e Valchiavenna sostengano il comparto agricolo acquistando i formaggi e tutti gli alti prodotti locali: in un momento di crisi è importante scegliere le aziende del territorio che danno lavoro ai dipendenti e si avvalgono della collaborazione di fornitori locali. 

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«In questo momento drammatico - conclude il direttore Marco Deghi - è stato difficile per tutti separarsi dagli affetti, stravolgere le abitudini e assumere decisioni: la Valtellina ha saputo reagire in maniera responsabile e con grande senso civico. Ciascuno di noi ha un ruolo all'interno del sistema e ha cercato di svolgerlo al meglio, lavorando, ai pochi a cui è stato consentito, o semplicemente rispettando le regole. Noi abbiamo continuato a lavorare per garantire l'approvvigionamento di latte fresco, prodotti caseari e altri generi alimentari, cercando di non far mancare il nostro contributo alla comunità».

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