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Covid, la riapertura degli impianti di sci si complica. Il Cts «Non ci sono più le condizioni di sicurezza»

Il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, propone un nuovo lockdown nazionale per contrastare le varianti del SarsCov2. La replica dell'assessore regionale alla Montagna, Massimo Sertori

Si apre un nuovo fronte sulla riapertura delle piste da sci. Nel recente documento dell'Istituto Superiore di Sanità sull'incremento della circolazione delle varianti del virus SarsCov2, ci sono «numeri alquanto preoccupanti». È per questo che il Comitato Tecnico Scientifico, dopo un'attenta valutazione dei dati, ha "consigliato di evitare ulteriori riaperture" in relazione agli impianti di risalita nei comprensori sciistici.

Lo stesso Cts, rappresentato da in risposta a un quesito dello stesso ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull'opportunità di aprire gli impianti sciistici alla luce della situazione delle varianti virali aveva sconsigliato la riapertura. Gli esperti del comitato hanno sottolineato che sono mutate le condizioni epidemiologiche, ribadendo però come la decisione spetti comunque al governo. 

È «urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus SarsCov2: è necessario un lockdown totale in tutta Italia immediato, che preveda anche la chiusura delle scuole facendo salve le attività essenziali, ma di durata limitata». Lo afferma all'ANSA Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute. Oltre a ciò, «va potenziato il tracciamento e rafforzata la campagna vaccinale». È «evidente - avverte - che la strategia di convivenza col virus, adottata finora, è inefficace e ci condanna alla instabilità, con un numero pesante di morti ogni giorno».

«In questo momento - ha detto inoltre - le attività che comportino assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da Covid-19 in Italia ed gli impianti da sci rientrano in tali attività. Non andrebbero riaperti". "Non dimentichiamo - ha sottolineato Ricciardi - che la variante inglese è giunta in Europa proprio 'passando' dagli impianti di risalita in Svizzera».

La reazione di Sertori

Massimo Sertori, assessore alla Montagna di Regione Lombardia, è intervenuto sulle parole di Walter Ricciardi. «Ricciardi - ha spiegato Sertori - dice che non ci sono più le condizioni per l'apertura degli impianti di risalita. Ricordo che solo una settimana fa il Cts aveva approvato le linee guida proposte dalle Regioni per l'apertura in sicurezza. Rammento pure che tale documento contiene già forti limitazioni. E i gestori degli impianti si sono organizzati di conseguenza per l'apertura a partire dal 15 febbraio, così come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (dpcm)».

«Fare un provvedimento - ha aggiunto Sertori - che blocca tutto a un giorno dall'apertura significherebbe creare un danno davvero ingente alle società di gestione delle attività che intanto hanno assunto personale e organizzato l'apertura. Ma il fatto metterebbe perfino in discussione la credibilità di uno Stato che ieri ha detto una cosa e che oggi afferma il suo contrario. Per questo spero vivamente che alla fine prevalga il buonsenso e la Politica intervenga esercitando la propria funzione».

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