Coronavirus

Impianti sci chiusi, a Livigno in centinaia salgono in vetta alle piste con taxi e auto

Nel Piccolo Tibet la protesta dopo la decisione del ministro Speranza di non riaprire seggiovie e funivie per paura della diffusione del covid-19

Immagine d'archivio

Cresce la protesta in provincia di Sondrio dopo la decisione presa all'ultimo dal ministro Speranza di tenere chiusi gli impianti di risalita, nonostante la riapertura fosse già fissata da settimane per oggi, lunedì 15 febbraio 2021, per paura di un ulteriore diffusione del covid-19 (e delle sue varianti). È così che a Livigno, decine e decine di appassionati, giunti appositamente per sciare in occasione delle festività di carnevale, hanno deciso di non rinunciare alla loro passione discendendo i pendii innevati, e preparati con cura, con i loro sci e snowboard ai piedi.

L'amarezza dell'Amministratore delegato di Mottolino: le parole

Nonostante la chiusura degli impianti gli sciatori si sono organizzati e, con l'utilizzo di mezzi "privati", come taxi, auto e furgoncini, hanno ripetutamente raggiunto la sommità delle piste del comprensorio sciistico del Mottolino, nei pressi di Trepalle. Una protesta pacifica contro una decisione che non è stata compresa dagli sciatori oltre che dai gestori degli impianti, da settimane in campo per riaprire in completa sicurezza. Per ora la decisione del Governo è di mantenere chiuse le località sciistiche fino al prossimo 5 marzo. 

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