Coronavirus, dalla politica proposte per la tutela dei frontalieri

L'emergenza covid-19 ha investito anche la vicina Svizzera e a pagarne le conseguenze sono stati anche i tanti lavoratori valtellinesi e valchiavennaschi

L'emergenza coronavirus ha investito anche la vicina Svizzera e a pagarne le conseguenze sono stati anche i tanti frontalieri valtellinesi e valchiavennaschi. Da giorni le istituzioni della nostra provincia, dai sindaci della Valchiavenna al Presidente della Provincia, Elio Moretti, chiedono alla Confederazione Elvetica di applicare provvedimenti più stringenti in materia di lavoratori. Ed ora, in aiuto dei frontalieri anche in Senato sono arrivate proposte relative al decreto Cura Italia, presentate dalla Lega dal PD e da Italia Viva, volte a tutelare i lavoratori italiani oltre confine.

Parolo (Lega): «Necessario chiarire quali siano le iniziative governative bilaterali in corso o che si intendono assumere»

Il gruppo Lega al Senato ha presentato un emendamento al decreto grazie al quale vorrebbe istituire un fondo speciale per i lavoratori frontalieri pari a 337,5 milioni di euro per il 2020. Spetterebbe poi all’Inps disciplinare le modalità operative di richiesta di prestazione da parte dei lavoratori, oltre all’erogazione della stessa. Al fine di limitare gli impatti negativi dell’emergenza, il gruppo Lega al Senato chiede di introdurre, inoltre, un’indennità di integrazione salariale, riconosciuta per il periodo dal 23 febbraio ed entro il mese di agosto 2020, pari all’80% della retribuzione spettante.

«A seguito dell’accorato appello dei sindaci della Valchiavenna e del Tiranese - dichiara l’On. Ugo Parolo - ho presentato un’interpellanza al Governo, cofirmata dai colleghi Locatelli, Zoffili, Molteni, Borghi e Bianchi, per conoscere le iniziative in corso e quelle che si vorrebbero assumere nei rapporti con il Canton Grigioni al fine di tutelare la sicurezza dei numerosi lavoratori frontalieri che ogni giorno varcano il confine Italo-svizzero».

«La Confederazione Elvetica - aggiunge il deputato - ha precisato che è compito dei singoli governi Cantonali assumere tutte le misure ritenute necessarie per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 e per la tutela e sicurezza sanitaria. Il Canton Grigioni, a differenza del confinante Canton Ticino, avrebbe deciso di non adeguarsi agli standard di sicurezza, ormai condivisi a livello internazionale».

«Ritengo sia necessario chiarire quali siano le iniziative governative bilaterali in corso o che si intendono assumere - aggiunge Parolo - anche al fine di garantire la corretta informazione ai lavoratori interessati e alle istituzioni locali. Il Governo italiano deve chiarire come intende relazionarsi con il Canton Grigioni per la definizione di misure che consentano di non esporre i frontalieri ad elevati rischi di contagio che, oltre a mettere a repentaglio la loro sicurezza, rischierebbero di vanificare gli sforzi intrapresi da tutta la comunità, ma anche per concordare tutele lavorative sia in questa fase che nel post emergenza».

«Ricordo che Lega al Senato ha presentato un emendamento al DL Cura Italia -conclude Parolo - che mira ad introdurre un’integrazione salariale per i lavoratori frontalieri dal 23 febbraio fino al mese di agosto 2020 che, se accolta benevolmente dal Governo, potrebbe consentire di regolamentare al meglio gli accessi dei lavoratori in Confederazione Elvetica, con tutte le tutele e limitazioni necessarie per la salute, senza produrre danni economici per gli stessi».

Alfieri (PD): «Frontalieri lasciati a casa: un aiuto concreto»

Alessandro Alfieri, Senatore del PD capolista della circoscrizione Como, Varese, Lecco e Sondrio, ha presentato nella mattinata di ieri un Ordine del giorno al Decreto che prevede un’indennità per i periodi di assenza dovuti al contagio del virus, o in alternativa l’equiparazione dell’assenza dovuta alla quarantena domiciliare all’assenza per malattia, nei casi in cui la stessa non sia già prevista dalla legge.

«Con il parere favorevole del Governo - ha dichiarato Alfieri - è stato approvato il mio ordine del giorno che prevede l'estensione dell'indennità di malattia, dell'indennità di disoccupazione e del congedo parentale, a quelle categorie di lavoratori frontalieri che non hanno strumenti di sostegno in Svizzera e che stanno subendo le conseguenze più serie a causa delle chiusure per l'emergenza coronavirus. Queste misure saranno inserite nel decreto economico che il Governo emanerà nel mese di aprile».

Del Barba (lv):  «Indennità anche per lavoratori transfrontalieri In molti rischiano di restare senza reddito e tutele»

«Abbiamo chiesto al governo di considerare le difficoltà che migliaia di lavoratori italiani transfrontalieri stanno affrontando: in molti rischiano di rimanere senza reddito e tutele. È necessario che nel DI Cura Italia si allarghino anche a questa categoria di lavoratori le indennità previste per i lavoratori stagionali del turismo». Lo chiedono i deputati di ITALIA VIVA Maria Chiara Gadda, Mauro Del Barba, Gianfranco Librandi e Massimo Ungaro, a proposito di un emendamento e ordine del giorno presentato da lv al Senato.

«I cittadini italiani che ogni giorno attraversano la frontiera per andare a lavorare in Svizzera - spiegano - sono circa 80mila, di cui 70mila nel Canton Ticino e nel Cantone dei Grigioni. Il ruolo di questi lavoratori è fondamentale perché sono in buona parte impiegati nel settore sanitario. Sono dunque decisivi nel contribuire ad assorbire la pressione a cui è sottoposto il sistema sanitario locale. Gli altri sono impiegati in settori, come il turismo e i servizi, duramente colpiti dal lockdown internazionale. Tra questi almeno 6mila lavoratrici del settore stagionale turistico che sono state costrette a interrompere il loro rapporto di lavoro per ragioni legate all'epidemia, con la prospettiva che anche la stagione estiva risulti almeno in parte compromessa».

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«Chiediamo per questo al governo, prima che nei territori di frontiera dove il fenomeno è molto diffuso scoppi una vera emergenza sociale, di far in modo che i transfrontalieri possano contare sulle stesse indennità concesse ai lavoratori stagionali e forme di sostegno al reddito per quanti dovessero perdere il lavoro. Sarebbe inoltre auspicabile che vengano sbloccate le risorse legate ai ristorni per i comuni di fascia, anche questo aiuterebbe i comuni a sostenere le molte famiglie in difficoltà» concludono.

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