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«Vedremo i primi effetti delle riaperture tra quindici giorni». Le parole del virologo sulla Fase 2

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano: «La speranza è che gli italiani continuino a uscire con i 'piedi di piombo', in una sorta di libertà vigilata»

Anche in Valtellina e Valchiavenna è iniziata la Fase 2 dell'emergenza coronavirus. Ma i primi effetti delle riaperture si vedranno tra quindici giorni. «Occorreranno almeno 2 settimane per fare un bilancio della fase 2 in Italia dato che l'incubazione dell'infezione va da 2 a 11 giorni con una media di 5 giorni. Possiamo sapere, dunque, che almeno per 2 settimane non verremo 'richiusi'», ha spiegato all'Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi di Milano. 

«La speranza — ha proseguito lo scienziato — è che gli italiani continuino a uscire con i 'piedi di piombo', in una sorta di libertà vigilata che possa consentire di contenere la diffusione del coronavirus. Dobbiamo però prepararci al peggio: nuovi casi possono emergere e questo lo dobbiamo tenere a mente come lo scenario più pesante e negativo che si possa avere. Scenario che può però essere un elemento su cui lavorare, per agire al meglio».

Gallera: "Il trasporto locale è uno dei grandi nodi"

«Sono giorni delicati, oggi ancora di più a metà maggio, il 18, quando riaprirà moltissimo. Noi siamo vigili, gli effetti di una eventuale crescita del contagio li vedremo tra dieci giorni». Lo ha detto l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, a Mattino Cinque. «Il tpl - afferma - è uno dei grandi nodi, ci dovranno essere gli steward che fanno salire le persone sui mezzi come al supermercato, e quando è pieno non si entra più».

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