Valtellinesi dal cuore d'oro nella battaglia al coronavirus: donato 1,5 milione di euro per gli ospedali

Il direttore generale di ASST Valtellina, Tommaso Saporito: «Generosità straordinaria e non possiamo che rinnovare il nostro più sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito con sensibilità, attenzione e un grande cuore». L'elenco delle donazioni e degli acquisti dell'azienda ospedaliera

La grande generosità dei cittadini durante l'emergenza covid-19 con contributi in denaro oltre che di beni e servizi​. Ad oggi sono stati raccolti 1,572 mila euro: sul proprio sito internet, l'Azienda, a partire dal lancio della campagna "Aiutiamoci", nel marzo scorso, in piena emergenza sanitaria, ha aggiornato quotidianamente il dato sulle donazioni e, in completa trasparenza, ne documenta l'utilizzo. I benefattori sono privati cittadini, imprenditori, associazioni ed enti, oltre 1300 in totale, prevalentemente della provincia di Sondrio ma anche di altre zone: hanno donato piccole e grandi somme, beni e servizi, messo a disposizione gratuitamente alloggi per il personale sanitario, offerto pranzi e cene. 

«La generosità è stata straordinaria e non possiamo che rinnovare il nostro più sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno contribuito - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -, rivelando sensibilità, attenzione e un grande cuore. Hanno dimostrato in maniera tangibile la loro vicinanza al personale e all'intero sistema sanitario sostenendo il nostro impegno in una fase tanto drammatica. Tutto quanto è stato donato, beni, servizi e in particolare i soldi, è stato utilizzato al solo scopo di garantire quanto strettamente necessario per curare i malati e contenere l'emergenza sanitaria: apparecchiature e dispositivi che in certi frangenti è stato difficile reperire≫.

L'elenco delle donazioni e degli acquisti

Tutti possono consultare il lungo elenco che comprende le singole donazioni e l'altrettanto lunga lista dei beni acquistati (consulta qui). Oltre 1,5 milioni di euro sono stati raccolti e più di 1,5 milioni di euro sono stati spesi, tutti per soddisfare i bisogni e risolvere le emergenze causate dal coronavirus: materiale, dispositivi, strumenti e apparecchiature reperiti in parte in Italia ma soprattutto sul mercato internazionale, quello asiatico nella fattispecie, al termine di un lungo lavoro per reperire i fornitori, avviare le trattative e chiuderle. Così come è stato massimo l'impegno di medici, infermieri e operatori sociosanitari all'Ospedale di Sondalo e negli OBI di Sondrio e Chiavenna, molti dei quali trasferiti al Morelli dagli altri presidi, allo stesso modo il personale tecnico e amministrativo si è prodigato per garantire tutto il necessario in una vera e propria corsa all'approvvigionamento.

«Il lavoro è stato straordinariamente impegnativo - sottolinea il direttore generale Saporito -, per l'intero sistema sanitario provinciale: coloro che erano in prima linea e chi creava per loro le migliori condizioni per garantire le cure ai tanti malati, oltre 700, che abbiamo ricoverato a Sondalo. Il ringraziamento va a tutti i dipendenti dell'Azienda per aver dato il meglio di sé≫. I cittadini, da lontano, distanti ma uniti, hanno fatto sentire in tutti i modi il loro sostegno, soprattutto donando: una cifra che è cresciuta progressivamente, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, nel periodo più drammatico con il picco dei ricoverati, oltre 220, e anche dopo, man mano che diminuiva la pressione ma non il rischio.

I bisogni del territorio

Le delibere di presa d'atto dell'impiego dei fondi donati per l'emergenza sanitaria alla data del 30 giugno e dei beni materiali regalati e dati in comodato d'uso a titolo gratuito sono di pochi giorni fa e corrispondono alla formalizzazione di acquisti effettuati nei mesi precedenti, soprattutto tra marzo e aprile. La conversione dell'Ospedale di Sondalo ha comportato la creazione di posti di terapia intensiva, saliti dai sei disponibili a 24, e sub intensiva, l'attivazione di percorsi differenziati per l'accesso ai Pronto Soccorso di Sondrio e Chiavenna, l'apertura negli stessi presidi dei reparti di osservazione breve intensiva, OBI. Spese sono state sostenute per allestire i reparti e i relativi posti letto acquistando ventilatori polmonari, pompe siringa e volumetriche, saturimetri, apparecchiature radiologiche, defibrillatori. Sono stati acquistati migliaia e migliaia di dispositivi di protezione personale, come mascherine, calzari, camici e caschi, per tutto il personale. Complessivamente oltre 880 mila euro per le apparecchiature e quasi 670 mila per beni di consumo: ad esempio gli oltre mille saturimetri, le 100 pompe siringa, i 20 ventilatori, i 18 monitor, oltre 70 mila mascherine filtranti, 20 mila camici.

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Tra gli enti che hanno sostenuto lo sforzo del sistema sanitario vi è anche il Pfp Valtellina che ha aperto le camere del Vallesana per ospitare i medici volontari giunti in valle grazie alla Protezione civile e gli operatori arrivati dagli altri presidi per lavorare al Morelli ospedale covid-19 e quelli reclutati dall'Azienda. Per quanto riguarda gli alloggi vanno inoltre ricordati e ringraziati gli oltre cento proprietari che hanno messo a disposizione gratuitamente case e appartamenti in una corsa all'aiuto che in pochi giorni ha consentito di soddisfare le esigenze di tutti.

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