Del Nero contro il Dpcm: «La Provincia di Sondrio fuori dalla zona rossa!»

Il sindaco di Albaredo per San Marco si fa portavoce di numerosi piccoli comuni contro le decisioni del Governo

La Lombardia è ufficialmente nelle "regioni rosse", ovvero quelle a maggior rischio di covid-19. Da domani, venerdì 6 novembre, data in cui il governo ha deciso l'entrata in vigore delle misure restrittive previste nel nuovo Dpcm anche in Provincia di Sondrio sarà lockdown. Dure critiche sono arrivate da diversi fronti e anche Patrizio Del Nero, sindaco del piccolo comune orobico di Albaredo per San Marco, esprime il proprio disappunto. Per Del Nero infatti non è corretto considerare sullo stesso piano i piccoli comuni di montagna con le grandi città e per questo chiama a raccolta tutti i sindaci.

Del Nero: «La Provincia di Sondrio fuori dalla zona rossa!»

«La Provincia di Sondrio - dichiara Patrizio Del Nero - fuori dalla zona rossa! La Provincia e la Regione si adoperino a chiederlo perché è possibile farlo! Esprimo la mia perplessità e contrarietà al provvedimento che inserisce tutto il territorio della Lombardia in zona rossa poiché non si possono considerare i piccoli e medi Comuni di montagna come Milano o Brescia. Nei nostri Comuni gli spazi e lo stile di vita sono diversi, non ci sono assembramenti e code affollate, era giusto differenziare. Insieme a tanti altri Sindaci di paese e di montagna dovremo batterci, così come ha già dichiarato il Presidente di Uncem Bussone, per la modifica di questa scelta che punisce e danneggia realtà come le nostre».

«Tuttavia, con rammarico, senso istituzionale e responsabilità - conlcude il primo cittadino di Albaredo - applicheremo e rispetteremo queste decisioni...ma non piegheremo la testa perché sono ingiuste e sbagliate per i territori e la gente che vive nei duemila piccoli Comuni di montagna».

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Bussone (Uncem): «Sbagliato mettere sullo stesso piano grandi centri con piccoli comuni e aree montane»

«Uncem - afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem - apprende con forte perplessità e contrarietà, che nelle regioni "zona rossa" 'è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalle Regioni e anche tra Comuni e Province della stessa Regione, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute'. Di fatto viene assimilato lo spostamento dentro Torino, possibile, a quello dentro Balme, Chiuro, Fregona, Sauris. Fuori non si esce. Da Torino, va bene, ma neanche si può uscire da Balme, Chiuro, Fregona, Sauris. Ai sensi del DPCM ci si sposta solo dentro il proprio piccolo Comune delle Alpi, così come ci si sposta solo dentro una città da 50 o 200mila abitanti. Fuori non si esce, fatte salve adeguate motivazioni e con autocertificazione. Avevamo già detto nel primo lockdown che deve essere almeno riconosciuta la 'valle', quale dimensione per spostarsi liberamente, con attenzione massima ed evitando sempre il rischio contagio. Ma non si può vietare lo spostamento fuori dal piccolo Comune così come è vietato uscire dai confini di Torino, Milano, Bergamo o Aosta. Sono due cose molto diverse e la specificità di borghi, villaggi, paesi, moltissimi senza servizi e negozi, nei territori montani in zona rossa, deve essere riconosciuta».

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