Giovedì, 28 Ottobre 2021
Coronavirus

Emergenza covid, ecco perché la Lombardia rischia di non passare in zona gialla

La decisione verrà comunicata nel pomeriggio di venerdì 29 gennaio. Gli scenari

La provincia di Sondrio e la Lombardia entreranno in zona gialla? C’è una sola risposta a questa domanda ed è: “Dipende”. Dipende da diversi fattori e, soprattutto, dall’interpretazione della legge. Comunque la decisione verrà comunicata nelle prossime ore, nel pomeriggio i venerdì 29 gennaio quando l’Iss (istituto superiore di sanità) renderà noto il monitoraggio settimanale. Il rapporto sarà basato su dati della settimana dal 18 al 24 gennaio con un aggiornamento fino al 27 gennaio.

Per il momento non è assolutamente detto che la Lombardia finisca in zona gialla e il motivo è tutto legato soprattutto a una questione di date. Il Dpcm 14 gennaio ribadisce i criteri per l'assegnazione delle zone. In particolare ci si riferisce di solito al comma 3 dell'articolo 2.

Il testo della legge

Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui all’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all’aggiornamento dell’ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione.

Le ordinanze di cui ai commi precedenti sono efficaci per un periodo minimo di 15 giorni, salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l'adozione di misure più rigorose, e vengono comunque meno allo scadere del termine di efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla cui base sono adottate, salva la possibilità di reiterazione.

Conformemente a quanto previsto dall’articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge n. 33 del 2020, come introdotto dall’articolo 24, comma 1, del decreto-legge 30 novembre 2020, n. 157, l'accertamento della permanenza per 14 giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, effettuato ai sensi dell’articolo 1, comma16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, come verificato dalla Cabina di regia, comporta l'applicazione, per un ulteriore periodo di 14 giorni, delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore, salvo che la Cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore.

Le due interpretazioni

In base a questo principio — o meglio, secondo una prima lettura — sembra che una regione che si trovi in zona arancione ci debba restare finché non abbia dati da zona gialla per due monitoraggi consecutivi. In base a questo la Lombardia (che è passata in arancione dopo il pasticcio zona rossa) dovrebbe spostarsi di zona perché sostanzialmente è finita in arancione con l'ordinanza del 15 gennaio in vigore dal 17 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma c'è un però. Il ministero sembra essere orientato verso una interpretazione diversa: potrebbero volerci tre settimane per tornare dall’arancione al giallo.

Il governo potrebbe intendere che i 14 giorni decorrono dalla prima certificazione di uno stato inferiore a quello che ha portato all’ordinanza restrittiva. Nel caso della Lombardia proprio dal 22 di gennaio. Secondo questa lettura — se i dati si manterranno sullo stesso trend — la zona gialla potrebbe scattare solo settimana prossima, quindi (considerando i tempi burocratici) da domenica 7 febbraio.

La questione, comunque, è ancora in fase di discussione, la certezza sul cambio (o meno) di fascia di rischio arriverà solo nel pomeriggio. E non è detto che non scateni, ancora una volta, a un acceso scambio di dichiarazioni tra Milano e Roma.

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