Coronavirus, meno pressione sul Morelli di Sondalo ma non si può abbassare l'attenzione

Il Direttore generale di ASST, Tommaso Saporito: «Purtroppo i contagi continuano, così come i ricoveri e i decessi: non dobbiamo abbassare la guardia»

Al Morelli ospedale covid-19 termina un'altra settimana, l'ottava da quando, il 2 marzo scorso, ha iniziato ad accogliere i malati: nei primissimi giorni anche provenienti da fuori provincia, successivamente solo di Valtellina e Valchiavenna. I dati aggiornati alle ore 10 di domenica 26 aprile 2020 evidenziano un decesso, un uomo, due ricoveri, due donne, e sette dimissioni, cinque donne e due uomini.

Una conclusione di settimana positiva, con le dimissioni più di tre volte i ricoveri: un dato che fa ben sperare e che, soprattutto, diminuisce ulteriormente la pressione sull'ospedale. Oggi sono ricoverati nei reparti covid-19 del primo e del quarto padiglione 134 pazienti, 66 donne e 68 uomini, erano 141 una settimana fa, 64 donne e 77 uomini. A calare in maniera più sensibile sono gli uomini, nove in meno contro due sole donne.

Al Morelli, nei reparti di Degenza di sorveglianza, sono presenti una ventina di pazienti che dopo aver superato la fase acuta della malattia presentano soltanto lievi sintomi e attendono il doppio tampone di controllo negativo per poter fare ritorno in famiglia. Il servizio dell'Asst garantisce ospitalità e assistenza a chi non può rientrare in famiglia da positivo durante il periodo di isolamento obbligatorio per l'assenza dei necessari parametri di sicurezza. Attualmente risultano occupati quasi tutti i posti letto allestiti al padiglione 4 ma sono già pronti quelli ospitati al primo e al secondo piano del padiglione 6 appena ristrutturato. Finora il primo reparto è stato sufficiente, poiché i pazienti rimangono generalmente per tre o quattro giorni, una settimana al massimo, quindi con un'alta rotazione.

La tendenza

La settimana si chiude in maniera favorevole per effetto delle dimissioni ma non è stata altrettanto positiva per quanto riguarda i ricoveri: dopo i 40 della sesta settimana e i 33 della settima, l'ottava ne registra ancora 30. Certamente in diminuzione ma lieve, se si considerano i quasi due mesi di lockdown, con il computo terribile dei morti: 130 complessivamente, 98 uomini e 32 donne, ancora sette questa settimana.

«Questi sono giorni particolarmente delicati - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -, deve risultare chiaro a tutti che il 3 maggio non finirà il blocco ma continuerà con misure più leggere. Questo significa che tutte le precauzioni che abbiamo imparato ad assumere in queste settimane, dalle uscite limitate all'uso di guanti e mascherine, dall'igiene al distanziamento sociale, dovranno essere mantenute anche in futuro. Il coronavirus continuerà a girare anche dopo il 3 maggio perciò serviranno cautela e ragionevolezza: potremo ritornare alla nostra vita di sempre ma per gradi e nel pieno rispetto delle misure che verranno decise. Purtroppo i contagi continuano, così come i ricoveri e i decessi: non dobbiamo abbassare la guardia».

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