Sabato, 23 Ottobre 2021
Coronavirus

Covid, campagna vaccinale massiva in Lombardia: c'è la data di avvio

L'annuncio di Fontana. Mercoledì la visita di Figliuolo e Curcio agli hub vaccinali lombardi. I commenti degli esponenti della giunta

La data cerchiata in rosso sul calendario c'è: martedì 13 aprile. O, al più tardi, mercoledì 14. Da quel giorno regione Lombardia darà il via - disponibilità di dosi permettendo - alla fase massiva della campagna vaccinale anti covid. L'annuncio è arrivato da Attilio Fontana, presidente della regione. "L'inizio della vaccinazione massiva è atteso per il 13 o 14 aprile", le sue parole più importanti giunte al termine della giornata in cui in Lombardia sono sbarcati il generale Francesco Paolo Figliuolo, il commissario straordinario nazionale per l'emergenza coronavirus scelto dal governo del premier Mario Draghi al posto del silurato Domenico Arcuri, e Fabrizio Curcio, capo dipartimento della protezione civile, anche lui volto nuovo dell'esecutivo Draghi e subentrato ad Angelo Borrelli. 

I due "tecnici" dell'esecutivo sono arrivati a Malpensa, hanno visitato il centro vaccinale allestito a Busto, il drive through del parco di Trenno - il grande spazio gestito dall'Esercito in cui i vaccini vengono somministrati direttamente in auto - e infine l'hub vaccinale in Fiera, a Milano città. Proprio con loro accanto il governatore ha spiegato le prossime mosse, con l'avvio previsto della campagna massiva: "Il portale di Poste partirà nei primi giorni di aprile e la vaccinazione massiva inizierà quando avremo a disposizione il portale di Poste Italiane, gli hub vaccinali previsti e, naturalmente, un numero di vaccini congruo".

"Va tutto bene? No, ma le cose si mettono a posto"

Da Figliuolo, alla sua prima visita in Lombardia, non sono arrivate pagelle - né bocciature, né promozioni - ma parole precise e pesate. "Va tutto bene? No - ha spiegato -, le cose che non vanno ci sono, le facciamo notare e insieme si mettono a posto. Ovviamente non viviamo nel Paese ideale, ci potrebbero essere problemi, li miglioriamo, i sistemi informativi da domani prenderanno una nuova luce con il sistema nazionale, quello della struttura commissariale di Poste italiane quindi sono confidente che si farà ancora meglio", ha proseguito, confermando che dalle prossime ore - anche se non c'è ancora una data precisa - la Lombardia lascerà il sistema della società regionale Aria e passerà alle Poste.

"In Lombardia ho visto un piano vaccinale coerente con quello nazionale e questo mi conforta - ha aggiunto Figliuolo - . La regione Lombardia con i suoi 10 milioni di abitanti è la più grande e il buon andamento della campagna vaccinale qui è sicuramente buona parte del buon andamento della campagna nazionale. Qui c’è esempio di buona pratica dove si sono messi insieme la camera di commercio con la sanità locale ed è un centro che può addirittura triplicare le proprie potenzialità in funzione dell’arrivo delle dosi di vaccino e di questo ne sono soddisfatto", ha detto parlando dall'hub di Busto.

 "La campagna vaccinale - ha rimarcato capo dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio - sta andando bene grazie anche all'attivazione, quotidiana, di almeno 500 volontari di Protezione civile. Ed è grazie anche a loro, a questa Italia e a questa Lombardia che si mette al servizio degli altri, che la campagna vaccinale sta funzionando. Anche in Lombardia".

"Polemiche non degne di questo Paese"

Soddisfazione anche nelle parole dei massimi esponenti della giunta regionale, che hanno accompagnato Figliuolo e Curcio nella loro tappa lombarda. "La visita del generale Figliuolo e del capo dipartimento Curcio - ha evidenziato il governatore Fontana - è stata molto importante e utile perché hanno ribadito la bontà dell'attività svolta dalla Regione Lombardia e la valutazione positiva del nostro piano che è assolutamente in linea con quello nazionale. Stiamo affrontando qualcosa di incredibile, perché non è mai successo di vaccinare 60 milioni di persone. Abbiamo sicuramente avuto qualche difficoltà, soprattutto dal punto di vista informatico, ma le capacità di vaccinare non si sono comunque ridotte. Ci siamo ripetutamente scusati per i disagi ai cittadini ma i numeri delle vaccinazioni sono assolutamente significativi e decisivi".

"Le polemiche stucchevoli non sono degne di un Paese come il nostro - la piccola 'vendetta' del presidente lombardo nei confronti delle opposizioni -. I numeri stanno dando ragione a chi sta lavorando e danno torto a chi sta cercando di speculare. Noi siamo preoccupati di dare risposte ai nostri concittadini e non di rispondere ad attacchi inaccettabili". 

"Nostro piano in linea con quello nazionale"

"Quest'incontro è stato per noi un momento prezioso - gli ha fatto eco Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare -, che ci ha rassicurato rispetto al piano vaccinale massivo che è totalmente in linea con il piano nazionale. Il piano lo presenteremo nei prossimi giorni, quindi non lo anticipo. Voglio, però, dire che quest'incontro che è improntato alla leale collaborazione tra governo e regione, ci ha rassicurato e ci dà la certezza che siamo sulla strada giusta. Sono stati fatti degli errori? Sì. Li stiamo rimediando. Nonostante questo, la Lombardia, pur avendo ancora una forte pressione da Covid, è la regione che ha vaccinato di più con 1.570.000 dosi con 85% dosi ricevute". 

"Le vaccinazioni degli over 80 - ha sottolineato la Moratti - finiranno l'11 aprile. Fra gli 'over 90' siamo fra le migliori regioni. Anche confrontandoci con Paesi stranieri, la Lombardia ha vaccinato più della Svezia, del Belgio e dell'Olanda. Abbiamo messo in sicurezza le Rsa, stiamo completando la vaccinazione delle forze dell'ordine e delle categorie permesse, quindi personale scolastico e universitario. Stiamo progredendo con disabili e degli estremamente vulnerabili e dei loro famigliari e assistenti. Abbiamo un modello misto che, ovviamente avendo i vaccini e il personale, a regime ci consentirà di arrivare a 140mila vaccinazioni nei centri massivi e 30mila negli ospedali e nelle aziende, attraverso anche medici di medicina generale e farmacie. Oggi ci è stato confermato che siamo in linea con il Governo. Quindi - ha concluso - proseguiamo, con l'obiettivo di arrivare rapidamente a utilizzare nella maniera più efficace questi centri massivi per arrivare ai numeri a cui vogliamo e dobbiamo arrivare".

"Buone pratiche per il resto d'Italia"

“Ringrazio il generale Figliuolo e il capo dipartimento della protezione civile, Fabrizio Curcio, per la presenza in Lombardia. Li ho seguiti in tutto il tour - ha spiegato dalla Fiera, Pietro Foroni, assessore alla protezione civile in regione - partendo da Malpensa, Trenno e in questa struttura". 

"È stata apprezzata l’organizzazione dei centri vaccinali e la perfetta sinergia con il sistema del volontariato e della protezione Civile. Insieme a Guido Bertolaso penso di essere quello che ha visitato più centri vaccinali. Ogni volta ne esco pienamente fiducioso e convinto della buona riuscita della campagna vaccinale lombarda. Mi spiace che a volte sia poco sottolineata La grandissima sinergia tra il personale sanitario e il grandissimo mondo del volontariato”. 

“Nonostante le difficoltà che ci sono state - ha ammesso Foroni - e ci saranno, perché siamo di fronte a una campagna unica nella storia dell’umanità, il sistema lombardo è riuscito a superarle. Non avevamo nulla da dimostrare. Oggi abbiamo nuovamente confermato la capacità del modello lombardo. Abbiamo anche la presunzione di dire - ha concluso l’assessore - di aver indicato delle buone pratiche che dalle varie interlocuzioni potranno essere prese come esempio anche nel resto d’Italia”.

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