Coronavirus

Scuola e spostamenti, cosa cambia con il primo Dpcm di Mario Draghi

Le nuove regole entreranno in vigore il prossimo 6 marzo. Il ministro Gelmini: «Abbiamo cercato di acquisire il punto di vista degli amministratori. Abbiamo accolto alcune proposte come la partenza delle misure restrittive dal lunedì»

La circolazione della variante inglese in Italia è un dato di fatto. Anzi, proprio la variante inglese è adesso quella predominante nella nazione (54% dei casi al  18 febbraio), dove si ritrovano anche quasi un 5% di casi di variante brasiliana e meno dell'1% di quella sudafricana. È questa la base epidemiologica da cui è partita la stesura del primo Dpcm firmato dal primo ministro Mario Draghi.

Cosa cambia con il nuovo Dpcm e da quando

"Il nuovo Dpcm firmato stasera entrerà in vigore il 6 marzo e sarà vigente fino al 6 di aprile", ha confermato il ministro della Salute Roberto Speranza durante una conferenza stampa, spiegando le nuove regole. Confermata la suddivisione a colori in zone rosse, arancioni, gialle e bianche. In area rossa tutte le scuole saranno con DAD. Didattica a distanza prevista anche nei territori (comuni o province) con tasso di incidenza di 250 contagi su 100.000 abitanti a settimana.

Scuole chiuse in zona rossa e facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti. La linea decisa nella cabina di regia a Palazzo Chigi. Questa soluzione recepisce in sostanza le indicazioni del Cts sulle scuole e porta alla chiusura anche delle elementari e delle medie, con il ritorno alla didattica a distanza, nelle aree rosse e ad alto contagio. 

L'automatismo delle scuole chiuse di ogni ordine e grado scatterà invece quando le regioni cadono nella classificazione di zona rossa. Nel nuovo Dpcm non ci sono solo le indicazioni per la scuola ma anche tante altre regole che definiranno la vita delle persone fino al prossimo 6 aprile. Tra le novità contenute nel decreto la chiusura di barbieri e parrucchieri nelle zone rosse. In pratica in zona rossa rimarranno aperti solo gli esercizi commerciali di prodotti essenziali.

Nuovo Dpcm: gli spostamenti

Quanto agli spostamenti resta valido il divieto ai viaggi turistici, mentre gli spostamenti tra Regioni (per Decreto legge vietati fino al 27 marzo) resteranno possibili solo per motivi di salute, lavoro e necessità. Resta ferma la possibilità di rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Consentito andare nelle seconde case in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) e solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. 

Piscine e palestre restano chiuse e non arriva nessuna deroga quanto all'apertura per i ristoranti la sera, concessa invece per le regioni in area bianca, una condizione che ad oggi riguarda solo la Sardegna. Quindi le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. Il servizio a domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

Uniche concessioni: dal 27 marzo sarà possibile riaprire cinema e teatri, mentre per i musei si apre la possibilità di prenotare la visita per il weekend. 

Le faq: cosa fare in zona in arancione

Il dialogo con le Regioni per il nuovo Dpcm e aiuti

"Abbiamo assunto un'altra proposta delle Regioni, quella di un tavolo per valutare i 21 parametri. Sarà un tavolo tecnico, ma sarà un momento in cui bilanciare i criteri e valutare se sarà necessario un cambiamento", ha detto il ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini in conferenza stampa. 

"I tempi sono fondamentali per non arrecare nuovi disagi ulteriori ai cittadini: la bozza è pronta da venerdì - ha detto la ministra - e siamo in grado stasera di completare il dpcm Covid. C'è un cambio nel metodo, perché il dpcm è improntato alla massima condivisione possibile. La risoluzione del Parlamento è la stella polare, poi la condivisione si è estesa alle Regioni, province, comuni. Abbiamo cercato di acquisire il punto di vista degli amministratori: abbiamo accolto alcune proposte come la partenza delle misure restrittive dal lunedì".

"Nel decreto sostegno abbiamo previsto risorse per 200 milioni di euro" per supporto alle famiglie sul tema dei congedi parentali, ha proseguito Gelmini.

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