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Coronavirus

Covid, prevista un'impennata dell'incidenza dei casi in provincia di Sondrio

In base all'attuale sistema di monitoraggio i casi in Valtellina e Valchiavenna rischiano quasi di triplicarsi, anche se i terribili numeri del 2020 sarebbero ancora lontanissimi

Secondo il Made, cioè il sistema di monitoraggio elaborato dagli esperti dell’Associazione italiana di epidemiologia che, tra i vari parametri elabora i dati sull’incidenza dei nuovi casi di malattia ogni 100 mila abitanti, nelle prossime due settimane esiste il rischio concreto di un'impennata della presenza del covid-19 in provincia di Sondrio.

Le previsioni

Al momento (dati del 28 novembre) l'incidenza in Valtellina e Valchiavenna parla di 146 casi ogni 100 mila abitanti, terza peggiore situazione tra tutte le province lombarde alle spalle solamente di Varese (170) e Cremona (161) e superiore alla media regionale che parla di un'incidenza pari a 135 casi ogni 100 mila abitanti.

Questi numeri sono già in crescita rispetto a quelli di alcune settimane fa, ma le previsioni del "Made" destano ulteriore preoccupazione: tra due settimane, e con l'impatto di Omicron, la nuova variante sudafricana, ancora da valutare, il sistema di monitoraggio parla, per la provincia di Sondrio, addirittura di 344, cifra più che raddoppiata rispetto a quella attuale e, soprattutto, la peggiore tra tutte le province lombarde nonchè superiore a una media regionale che si attesterebbe sopra i 230.

Zona gialla?

Detto che, in ogni caso, i numeri sono decisamente inferiori a quelli di 12 mesi fa, oltre all'incidenza su 100 mila abitanti fa preoccupare anche la cifra relativa ai ricoveri nei reparti ordinari che al momento sono 789, cioè il 12% rispetto ai 6571 letti disponibili. Perchè venga deciso il passaggio in zona gialla, questa percentuale deve raggiungere il 15% (cioè 985 posti letto occupati) e lo scenario, viste le proiezioni e il "saldo dei ricoverati" (+348) delle ultime due settimane, appare piuttosto probabile.

Perchè le restrizioni vengano reintrodotte, però, è necessario che oltre ai due parametri appena analizzati se ne verifichi anche un altro e cioè l'occupazione dei reparti di terapia intensiva per più del 10% dei posti letto totali, percentuale che significa 153 ricoverati. Al momento, però, proprio i ricoverati in terapia intensiva in Lombardia sono 91 e, nonostante l'aumento del 50% nell'ultima settimana (il 21 novembre i posti letto occupati erano 61) non è detto che la percentuale di occupazione del 10% venga raggiunta e superata e si sia quindi costretti al passaggio alla zona gialla.

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