Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Coronavirus, da Secam un robot "made in Valtellina" per sanificare gli ambienti contaminati

Il drone terrestre a controllo remoto è stato progettato e realizzato da una squadra di dipendenti 

 

È funzionale, efficace e sicuro e, soprattutto, si tratta di un brevetto made in Valtellina, ideato, progettato e realizzato da Secam praticamente a costo zero. Il Dres, acronimo di Drone rover environmental sanitation,  presentato lungo la mattina di martedì 12 amggio presso la sede di via Vanoni, a Sondrio, tecnicamente un rover terrestre a controllo remoto, ha un valore aggiunto: sostituire l'operatore, che dovrebbe entrare in ambienti infetti dopo un adeguato addestramento e con le necessarie protezioni, con un robot che, in maniera automatica, senza dover azionare manualmente uno spruzzino, igienizza utilizzando il liquido raccomandato dall'Istituto superiore di sanità per sanificare gli ambienti.

Il liquido viene nebulizzato attraverso bocchette e atomizzato utilizzando più bracci, agendo contemporaneamente su ambiente, pareti, pavimenti e soffitti. In poche decine di minuti, a seconda della superficie, il Dres sanifica dai piccoli ai grandi spazi interni, coprendo una superficie fino a seimila metri quadrati all'ora, sostituendo il lavoro di quattro operatori. Ha un'autonomia di un'ora, fino all'esaurimento del liquido del serbatoio, anch'esso prodotto da Secam nel proprio laboratorio di via Samaden, così come il gel igienizzante per mani che distribuisce gratuitamente a comuni e strutture sociosanitarie. Il liquido utilizzato per il rover terrestre è una composizione di alcool etilico, acqua ultrapura e perossido di idrogeno. Questo mix di sostanze, come indicato nel Rapporto dell'Istituto superiore di sanità dell'8 maggio scorso, è in grado di annientare il coronavirus e quindi di sanificare gli ambienti e le superfici.

La presentazione

Durante la presentazione, il presidente Raffaele Pini e l'amministratore delegato Gildo De Gianni hanno evidenziato il lavoro svolto dai dipendenti, encomiabile sia nell'impegno che nella professionalità, allo scopo di mettere il robot a disposizione della comunità, quale servizio per il territorio reso da una società pubblica qual è Secam. Il direttore Andrea Mariani ha spiegato che nell'immediato il Dres verrà utilizzato esclusivamente per la sanificazione degli ambienti, mentre in prospettiva futura troverà altre applicazioni. La prima prova sul campo è fissata per giovedì per operare all'interno di un'azienda in Valchiavenna.

Il team di progettazione

Sul mercato il robot ha un valore di circa 200 mila euro ed esistono pochissimi strumenti analoghi, peraltro soltanto similari. Il team che ha lavorato al progetto, guidato dal direttore Mariani che per primo ha lanciato l'idea, è composto interamente da dipendenti Secam che si sono dedicati allo sviluppo e alla realizzazione in maniera gratuita: Brigitte Pellei, direttore della Divisione Servizio idrico integrato, Matteo Nazzari, Luca Schenatti, Dario Vanotti, Giovanni Bonvini, Stefano Piani, Valter Naritelli, Adriano Marveggio. Oltre al pilota, Luca Triangeli di Aces Air. Tutto è avvenuto in meno di una settimana, sei giorni per la precisione, utilizzando componentistica già nei magazzini di Secam.

Il drone terrestre, a cui non è ancora stato dato un nome, si presenta come un parallelepipedo di poco più di un metro per 70 centimetri, del peso di cento chilogrammi, si muove su un cingolato alla velocità massima di due metri al secondo e può essere controllato da remoto fino a 500 metri, grazie ai visori in 3D. Ad azionarlo è un team composto da tre persone: un pilota certificato, un tecnico specialista in sistemi di sanificazione, presenti sul posto per predisporre il rover terrestre, e un tecnico che, attraverso il sistema di telecontrollo di Secam, supervisiona verificando che tutte le superfici vengano sanificate e monitorando i consumi, la temperatura, la velocità e i consumi di disinfettante. Agisce contemporaneamente igienizzando l'ambiente, le pareti, il soffitto e il pavimento: con la nebulizzazione raggiunge una distanza fino a 20 metri, con l'atomizzazione tre metri a destra e altrettanti a sinistra per un totale di sei. 

Ideato, realizzato e brevettato da Secam, ora il rover terrestre è pronto per essere utilizzato per sanificare strutture pubbliche e aziende private in Valtellina e Valchiavenna.

Potrebbe Interessarti

Torna su
SondrioToday è in caricamento