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Immagine d'archivio

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Coronavirus a scuola, troppi casi all'Alberti di Bormio, sindaco e preside scrivono agli studenti

La lettera di Volpato e Spechenhauser: «La delicata situazione che tutti ci troviamo a vivere ci ha convinti della necessità di rivolgervi un sereno, ma sincero e fermo appello alla responsabilità, nella consapevolezza che tale condotta di prudenza comporta un onere da parte della collettività tutta»

All'Istituto d'istruzione superiore "Alberti" di Bormio sono due le classi in quarantena. Con l'emersione di quattro casi di positività da coronavirus dopo solo due settimane di lezioni, il sindaco della "Magnifica Terra", Roberto Volpato, ed il dirigente scolastico, Bruno Spechenhauser, hanno voluto raggiungere gli studenti con una lettera per richiamarli ai loro doveri.

Una lettera diretta pensata per "mettere in guardia" i giovani sulle possibili conseguenze che alcuni comportamenti poco attenti potrebbero comportare. Un richiamo alla prudenza per permettere alle lezioni in presenza di continuare senza interruzione oltre che un sollecito a preservare la comunità dal contagio.

Cari ragazzi e ragazze,

come è noto, negli ultimi giorni sono stati accertati alcuni casi di positività al COVID-19 in seno alla nostra comunità scolastica. E bene ricordare che la diffusione epidemica di questa patologia è ben lontana dall'essersi conclusa, ma che si trova in realtà in una fase di nuova, seppur al momento contenuta, espansione.

I recenti sviluppi, a livello locale, della delicata situazione che tutti ci troviamo a vivere ci hanno convinti della necessità di rivolgervi un sereno, ma sincero e fermo appello alla responsabilità, nella consapevolezza che tale condotta di prudenza comporta un onere da parte della collettività tutta. Un appello serio, certo, ma scevro di ogni intento colpevolizzante o allarmistico: le criticità emerse, grazie ai protocolli interni agli Istituti e al lavoro dell'ATS, sono state tutte gestite con la massima celerità e in totale sicurezza. Tuttavia, un così grande impegno a tutela della salute di tutti noi non può esaurirsi nell'ambito della pur alacre attività istituzionale, ma necessita della collaborazione di ogni attore coinvolto. E per questo che vi indirizziamo questo messaggio, per ricordarvi alcune, imprescindibili norme di comportamento da osservare anche al di fuori del contesto scolastico, compatibilmente con la fruizione — legittima — della nostra ritrovata, ma delicata, libertà sociale.

Se accusate qualsiasi tipo di sintomo, anche lieve, non recatevi a scuola o a svolgere qualsiasi altra attività: avvisate immediatamente i vostri genitori, il vostro medico curante e/o le autorità sanitarie. Raccomandiamo inoltre di verificare la temperatura corporea ogni mattina, anche in assenza di particolari malesseri.

Vi chiediamo, inoltre, di improntare la vostra vita sociale al principio di massima prudenza. Evitate assolutamente riunioni e assembramenti eccessivi, tali da coinvolgere un elevato numero di partecipanti: in questi casi, è necessario privilegiare, per il momento, il contatto a distanza. In ogni incontro, comunque, prestate attenzione alle note regole di distanziamento sociale e all'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale prescritti in base alle singole situazioni.

Come potete constatare, si tratta di raccomandazioni elementari, ma di vitale importanza. Raccomandazioni non dettate dalla smania di imporre una sequela di restrizioni, ma unicamente dalla sincera volontà di tutelare con ogni mezzo la vostra salute, quella dei vostri familiari e quella di tutti i lavoratori della scuola, che condividono con voi le medesime responsabilità.

Lo sforzo che chiediamo a voi e a tutta la comunità è inoltre funzionale a garantire, il più a lungo possibile, il vostro diritto all'istruzione e la normalità della vostra e della nostra vita sociale: vivere la socialità responsabilmente non significa infatti negarla e lasciarsi sopraffare da un allarmismo controproducente e lontano dall'effettiva portata della situazione attuale, ma significa invece comprenderne il valore e la delicatezza. La nostra nuova normalità e la nostra scuola vanno difese: perché la difesa sia il più efficace possibile i nostri e i vostri comportamenti devono essere sì sereni e aperti a tutte le attività concesse dalle disposizioni vigenti, ma improntati al principio di massima prudenza.

Se non rispetterete questi principi, se non cercheremo di rispettarli tutti, potremmo rischiare di perdere di nuovo alcune delle nostre libertà: perché ciò non avvenga, dobbiamo lavorare insieme.

Certi di aver suscitato in voi una riflessione sull'importanza di questo messaggio, vi salutiamo e rinnoviamo un augurio di buon anno scolastico.

Roberto Volpato, sindaco di Bormio
Bruno Spechenhauser, dirigente scolastico Istituto superiore "Alberti" di Bormio

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