Coronavirus, l'Alta Valle vuole ripartire: «Subito tampone ai sintomatici e sperimentazione di test sierologici»

Nei giorni scorsi i sindaci del Bormiese hanno scritto una lettera, indirizzata ai rappresentanti politici della provincia di Sondrio in materia di sanità locale 

Sindaci dell'Alta Valle schierati in occasione degli incontri pubblici per "salvare" il Morelli di Sondalo

Nei giorni scorsi i sindaci dell'Alta Valle hanno scritto una lettera, indirizzata ai rappresentanti politici della provincia di Sondrio in materia di sanità locale (il presidente della Conferenza dei Sindaci dell’ATS della Montagna, Marco Scaramellini, il presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Valtellina e Alto Lario, Franco Spada, ed il presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale Valtellina, Massimiliano Franchetti), affinchè si possano fare carico con Regione Lombardia delle istanze del loro territorio in materia di «contenimento e gestione dell’emergenza “CoVid19” nel loro distretto»

Una missiva resa nota a qualche giorno dall'invio, nella quali i primi cittadini di Bormio, Livigno, Sondalo, Valdidentro, Valfurva e Valdisotto, chiedevano senza troppi giri di parole di «tracciare più casi possibili di contagiati, soprattutto tra le persone ammalate a domicilio, ridurre le possibilità di contagio e preparare il nostro territorio all’ingresso nella cosiddetta “Fase 2”, in cui dovranno riprendere gradualmente le attività economico-produttive convivendo tuttavia con una situazione di pericolo residuo».

Consapevoli di essere «una parte di territorio provinciale che raffigura un’importante leva economica regionale - oltre che territoriale - per le sue peculiarità turistico-ricettive», i sindaci del Bormiese pretendevano con la loro lettera una risposta precisa e puntuale da parte dei sindaci rappresentanti della provincia di Sondrio nei tavoli della sanità locale.

Ecco di seguito la lettera dei sindaci:

I sottoscritti Sindaci,
sono, con la presente, a richiedere ai Sig.ri Presidenti, nell’ambito dei rispettivi organismi in materia di Sanità, la condivisione, da concretizzarsi in un’istanza da sottoporre a Regione Lombardia, delle molte perplessità che l’attuale situazione di incertezza generale sta producendo nella popolazione tutta.

Da un confronto interno al territorio della Comunità Montana Alta Valtellina, secondo i dati forniti da ATS, emerge che, al 01/04, esistono 106 casi positivi, con una percentuale molto alta rispetto al resto del territorio provinciale e 17 deceduti su un totale di 79 (sempre nell’intera Provincia).

Inoltre, all’interno del mandamento da noi rappresentato, tramite verifiche effettuate dei medici di base sono presenti 538 malati a domicilio che non sono ancora rientrati nella rete di ATS e ASST ma che vengono unicamente seguiti dai loro medici telefonicamente, stante la totale assenza dei prescritti DPI e della strumentazione medica di base che ne impediscono la corretta assistenza domiciliare.

I sottoscritti sono consapevoli di rappresentare una parte di territorio provinciale che raffigura un’importante leva economica regionale - oltre che territoriale - per le sue peculiarità turistico-ricettive.

Stante la situazione, il nostro obiettivo comune è quello di sollecitare Regione Lombardia affinché metta in campo, quanto prima, tutte le azioni prescritte dalle direttive Ministeriali e dall’Istituto Superiore della Sanità, nonché le buone pratiche avviate nelle Regioni vicine (Veneto, Emilia Romagna...): sottoporre a tampone i sintomatici e (qualora questi siano positivi) i loro familiari e i contatti recenti, nonché l’avvio della sperimentazione di test sierologici.

Tutto questo per tracciare più casi possibili di contagiati, soprattutto tra le persone ammalate a domicilio, ridurre le possibilità di contagio e preparare il nostro territorio all’ingresso nella cosiddetta “Fase2”, in cui dovranno riprendere gradualmente le attività economico-produttive convivendo tuttavia con una situazione di pericolo residuo.

La marginalità territoriale non può tradursi in una marginalità di trattamento emergenziale da inevitabili ripercussioni immediate e future.

Vi chiediamo pertanto, in qualità di organi preposti alla sanità, di farvi portavoce della nostra istanza presso Regione Lombardia.

In attesa di un Vostro quanto più celere riscontro entro martedì 8 aprile , porgiamo i più cordiali saluti

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Roberto Volpato – Sindaco di Bormio
Damiano Bormolini – Sindaco di Livigno
Ilaria Peraldini – Sindaco di Sondalo
Massimiliano Trabucchi - Sindaco di Valdidentro
Luca Bellotti – Vicesindaco di Valfurva
Alessandro Pedrini – Sindaco di Valdisotto

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