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Domenica, 2 Ottobre 2022
la situazione

"Nel pieno della quarta ondata covid", la fotografia di Ats della Montagna

Il direttore generale Stradoni: "Nonostante i dati in crescita costante la situazione non è tutta nera". L'importanza del vaccino e dell'uso corretto dei tamponi. I dati dell'ultima settimana

"Siamo nel pieno della quarta ondata ma la situazione non è tutta nera, nonostante i dati in crescita costante". Seppur anche in provincia di Sondrio aumenti esponenzialmente il numero dei nuovi soggetti positivi al covid-19, oltre che dei 'contatti stretti', è con fiducia che Raffaello Stradoni, direttore generale di Ats della Montagna, fotografa, dati alla mano, l'andamento epidemiologico in provincia di Sondrio.

"La dinamica del contagio nel territorio di Ats della Montagna (provincia di Sondrio, Alto Lario e Valcamonica, ndr) è sovrapponibile a quanto sta accadendo in Italia. Grazie al vaccino il numero dei morti è diventato quasi pari a zero. La situazione non era così all'inizio e ciò è positivo. Abbiamo imparato a proteggerci meglio, siamo riusciti a vaccinare una gran parte della popolazione, abbiamo capito quali sono le medicine che possono esser utilizzate e, probabilmente, la variante Omicron è meno patogena" ha aggiunto il dirigente sanitario.

"Ai fini del nostro lavoro i positivi diventano quasi meno importanti dei contatti perchè, una volta che una persona diventa un 'caso', sa che deve proteggersi, stare calma e tranquilla, fin quando non uscirà dal caso con un tampone molecolare. Seppur manchino ancora i dati, è facile pensare che almeno il 50% dei nuovi casi sia dovuto alla variante Omicron. Anche la viarnate Delta, più patogena, ancora presente sul nostro territorio"  ha detto Stradoni.

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Contatti stretti

"L'effettivo carico di lavoro, che ricade sui nostri colleghi, è dovuto al numero di contatti che sta aumentando" ha evidenziato Stradoni. Nella sola settimana a cavallo tra il 2021 ed il 2022, dal 28 dicembre al 3 gennaio, Ats della Montagna ha gestito 14769 contatti stretti, di cui 9982 in Valtellina e Valchiavenna. "Numeri imponenti che non si possono affrontare se non con la collaborazione dei cittadini e della stampa" ha aggiunto il dg.

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Il 'contact-tracing' è saltato, in provincia di Sondrio come nel resto d'Italia. A confermarlo Enza Giompapa, direttore del dipartimento Prevenzione e del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica-Salute-Ambiente: "Prima dell'esplosione della quarta ondata riuscivamo a contattare tutti, sia i casi positivi sia i contatti. Ad oggi, con questi numeri, fare ciò è impossibile. C'è bisogno di responsabilità". Ats non chiama più nessuno, se non in caso di situazioni di gravità. È con un automatismo che si avvisano le persone e viene prenotato il tampone di fine quarantena ai contatti stretti.

Tamponi

Molto delicata anche in Valtellina e Valchiavenna la questione dei tamponi. Numerosi i disagi ed i disguidi nei giorni scorsi, dovuti, soprattutto, all'introduzione di nuove norme. Ai tamponi molecolari, effettuati presso i Presst provinciali, accedono solo i casi sintomatici, sia per verificare il contagio sia per certificare la negativizzazione. Per i contatti stretti i luoghi deputati sono le farmacie, dove si effettuano tamponi antigenici rapidi. "Nell'ultima settimana nelle 65 farmacie che collaborano sono stati effettuati 10mila e 500 tamponi" ha riportato Maria Elena Pirola, direttore socio sanitario di Ats della Montagna.

"L'impasse non è tanto relativa alla capacità di analisi dei tamponi ma è di prelevare i campioni. Stiamo cercando di aumentare con i privati i 'punti di accesso'" ha aggiunto Pirola, ricordando come ci sia un bando ancora aperto in tal senso. Senza dimenticare la cronica mancanza di personale sanitario.

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"I tamponi sono strumenti diagnostici puntuali, per questo non vanno usati a sproposito. Bisogna evitare la medicina 'fai-da-te' e rivolgersi al proprio medico solo in caso di sintomi e malessere" hanno sottolineato con forza Enza Giompapa e Maria Elena Pirola.

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