Comunità Montana Morbegno, sindaci uniti per la ripresa: aiuti alle case di riposo e alle persone in difficoltà

«Le case di riposo - sottolinea il presidente Emanuele Nonini - svolgono un ruolo fondamentale sul territorio, ma la tragica esperienza con una malattia altamente contagiosa ci ha insegnato che servono una maggiore specializzazione e una migliore organizzazione»

La casa di riposo di Nuova Olonio, Dubino

Dall'emergenza sanitaria all'emergenza economica, da una situazione difficile vissuta nel territorio e dentro le Case di riposo a una ripresa che presenta molte incognite, fra le numerose attività e iniziative promosse e quelle da organizzare nell'immediato futuro. La Conferenza dei sindaci della Comunità Montana di Morbegno si è riunita martedì 28 aprile virtualmente nei giorni del delicato passaggio dalla fase critica dell'emergenza sanitaria al ritorno alla normalità: un confronto aperto per mettere in comune le esperienze, scambiarsi opinioni e progettare le azioni future. In apertura il presidente Emanuele Nonini ha reso conto delle attività che la Comunità Montana ha portato avanti in questo mese e mezzo di emergenza, «le stesse messe in campo dagli altri enti comprensoriali per quanto di competenza, che non è quella sanitaria che spetta, invece, ai sindaci, i quali hanno svolto egregiamente il loro compito, nonostante la novità di questa situazione alla quale nessuno era preparato. Per quanto ci riguarda - ha proseguito Nonini - le attività vanno dall’attivazione del numero unico di emergenza, alla garanzia, nonostante il personale ridotto, dei servizi offerti dagli uffici». In questo senso il Settore agricoltura ha proseguito nella definizione dei bandi e nell'erogazione dei contributi agli agricoltori, l’Ufficio tecnico ha continuato il lavoro per predisporre tutti i progetti di fattibilità e seguire i cantieri, l’Ufficio tecnico associato ha svolto i servizi nei comuni associati, il Suap ha espletato tutte le richieste del settore produttivo e infine l’Ufficio di piano ha gestito la complessa partita dei servizi socio assistenziali per conto dei comuni. 

Dopo questa introduzione ha preso la parola il sindaco di Morbegno Alberto Gavazzi che ha illustrato la situazione soffermandosi sui numeri dell'attività svolta in aiuto alle persone fragili in queste settimane. Al centro della riunione la situazione delle Case di riposo del mandamento, con i lutti e i problemi legati all'organizzazione e alla gestione. «Queste strutture - sottolinea il presidente Emanuele Nonini - svolgono un ruolo fondamentale sul territorio, che non viene messo in discussione in questo frangente, ma la tragica esperienza con una malattia altamente contagiosa ci ha insegnato che servono una maggiore specializzazione e una migliore organizzazione, in termini di protocolli di sicurezza e utilizzo dei dispositivi di protezione. Per questo chiederemo all'Ats Montagna di organizzare iniziative di formazione e addestramento degli operatori delle Rsa, oltre a fornire canali di acquisto dei dispositivi necessari. L'emergenza economica non sarà meno grave per queste strutture che si ritroveranno con minori entrate e con personale in esubero: per questi motivi gli enti pubblici dovranno garantire il loro sostegno». 

Una posizione espressa ieri dal presidente Nonini che tutti i sindaci hanno condiviso. In ambito sociale, in un'ottica di sussidiarietà e di coordinamento rispetto alle azioni portate avanti dai comuni, si è rivelato fondamentale il lavoro svolto dall'Ufficio di piano durante l'emergenza. La responsabile Mirosa Oregioni è entrata nel dettaglio delle singole attività, dal servizio di assistenza alla tutela, evidenziando come, nonostante le restrizioni e il distanziamento sociale imposto, non sia mancato il supporto degli operatori alle persone in stato di bisogno, anziani, disabili e famiglie in difficoltà. I colloqui sono proseguiti attraverso il telefono e Skype e il confronto è continuato, anche grazie alle nuove figure di ausiliari socio-assistenziali previste nell'ambito del progetto "Tam tam" finanziato da Fondazione Cariplo, promosso dalla cooperativa Grandangolo. L'assistenza domiciliare, un servizio fondamentale per le persone non autosufficienti, è proseguita tra marzo e aprile mantenendosi su livelli di poco inferiori a quelli dei due mesi precedenti. Ora si ragiona sul dopo pandemia, valutando le disposizioni e i loro effetti, per programmare le attività future, prime fra tutte quelle legate ai centri diurni per disabili, all'assistenza scolastica e all'attività estiva per bambini e ragazzi. Sul fronte dell'assegnazione dei buoni per l'emergenza alimentare, la cui titolarità è dei comuni, l'Ufficio di piano, su loro richiesta, ha garantito sostegno e collaborazione: su quasi 650 richieste nei 25 comuni della Bassa Valtellina ne sono state accolte poco più di 550. La liquidazione dei buoni procede speditamente, con molti comuni che l'hanno già completata e altri che stanno valutando una seconda tranche di aiuti. La Croce Rossa di Morbegno e i Gruppi di Protezione Civile comunali hanno garantito il necessario supporto per raggiungere tutte le persone bisognose, sole, ammalate o in isolamento obbligatorio perché positive al coronavirus, per portare la spesa, i medicinali e anche i pasti caldi. Il responsabile della Croce Rossa di Morbegno Stefano Ciapponi è intervenuto per illustrare ai sindaci tutta l'attività svolta. 

«In queste settimane drammatiche che non possiamo ancora lasciarci alle spalle  - conclude il presidente Nonini - è uscito lo spirito solidale di tutti: aver compreso che da soli, come individui ma anche come enti, non saremmo riusciti ad arginare e a risolvere i problemi correlati, ci ha consentito di reagire nel giusto modo. Tutti ci siamo impegnati per aiutare le persone in difficoltà e per promuovere le iniziative, ma dovremo continuare perché la ripresa non sarà meno difficile dell'emergenza».

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