Coronavirus nella casa di riposo di Morbegno, il presidente Rizzi risponde a Ruggeri: «Affermazioni non vere»

Italo Rizzi, presidente della Fondazione che gestisce la Casa di Riposo Ambrosetti-Paravicini mette nero su bianco tutte le azioni più significative per contrastare il coronavirus

Continua la querelle intorno alla gestione dell'emergenza coronvavirus all'interno della casa di riposo Ambrosetti-Paravicini di Morbegno.  Alla nota di ieri  del Direttore Sanitario Sonia Del Barba in cui aveva garantito il rispetto di tutti i protocolli all'interno della struttura, ha risposto in mattinata Andrea Ruggeri definendo tale nota 'un atto dovuto'. A prendere la parola ora è Italo Rizzi, presidente della Fondazione che gestisce l'RSA morbegnese. Rizzi, pur condividendo le preoccupazioni di Ruggeri, per chiarezza d'informazione, mette nero su bianco tutte le azioni più significative implementate dalla Casa di Riposo Ambrosetti Paravicini per contrastare il coronavirus.

Rizzi: «Non posso accettare che affermazioni non vere passino senza ricevere alcune precisazioni»

«Ho ascoltato le dichiarazioni di Ruggeri Andrea - scrive in una nota il presidente Rizzi - ne condivido le preoccupazioni e il sostegno a personale e famiglie, ma non posso accettare che affermazioni non vere passino senza ricevere alcune precisazioni. Il CdA ha iniziato il mandato pochi giorni prima di gennaio, tra i primi atti ha riconfermato i vertici della Fondazione ed ha affrontato alcune problematiche a partire da quelle già individuate dai precedenti CdA, poi tutta l'attenzione si è riversata sulla pandemia. Il CdA sin dall'inizio ha seguito l'implementazione delle indicazioni nazionali e regionali e cercato di sostenere il radicale cambiamento del lavoro che ha investito il personale. Una Casa di riposo è costruita e organizzata per rispondere ai bisogni degli anziani , accogliere persone fragili e croniche che hanno bisogno di socializzare e trovare una qualità della vita e, non è né facile né immediato trasformala in un fortino/ospedale mentre la pandemia imperversa e le attenzioni sono tutte rivolte agli ospedali».

«Quanto alla comunicazione - prosegue - si è cercato di mantenere un profilo istituzionale improntato alla chiarezza ed oggettività ritenendo che ben più importante era ed è la quotidiana comunicazione tra parenti e operatori. Alla sola e unica richiesta sino ad ora giunta alla Fondazione, per altro in forma indiretta, ovvero il Sindaco ha inviato una richiesta di informazioni a firma di Ruggeri, è stato prontamente risposto al mittente, ovvero al Sindaco. (la lettera del Sindaco è pervenuta in data 1 aprile e la risposta è stata il 3 aprile). Con il signor Andrea Ruggeri ho avuto una sola interlocuzione diretta, via mail il giorno 7 aprile, nella quale mi comunicava che una cittadina anonima donava 200 mascherine chirurgiche e lui si era fatto carico di portale in Casa di Riposo. Ho immediatamente disposto per il ricevimento delle mascherine, l'ho ringraziato, chiedendo di ringraziare anche l'anonima concittadina. Nessun altra richiesta di informazione o chiarimenti, diverse da quelle poste dagli organi di stampa, è pervenuta al CdA o singolarmente ai Consiglieri».

«La Fondazione - continua il presidente - ha invece costantemente mantenuto un rapporto con l'ATS e, in data 6 aprile, si è fatta promotore con altre Case di Riposo provinciali di inviare un “grido di aiuto” ad ATS, Prefettura, Regione, Provincia, Comuni e Comunità Montane. La Provincia ha espresso a mezzo stampa il sostegno alle RSA. Il Prefetto ha attivato videoconferenze con RSA, ATS e Sindacati che da quel momento ricevono dettagliate informazioni dalla Fondazione. Il Sindaco di Morbegno quotidianamente si informa. Inoltre, preciso che ATS, dal primo aprile, monitora sistematicamente la situazione delle RSA. Ritengo sia infondato addebitare alla Fondazione mancanza di informazione o trasparenza, alla videoconferenza stampa del 9 aprile 2020, io e il Consigliere Giacomo Ciapponi abbiamo risposto per quasi due ore a tutte le domande che ci venivano poste e, per evitare anche il più veniale errore abbiamo chiesto agli uffici di essere a disposizione per rispondere con certezza a tutte le domande. Ripeto quanto ho già dichiarato alla stampa: anche come cittadino ritengo doveroso che venga fatta chiarezza sull'accaduto. La chiarezza è un dovere, come è dovere informarsi e, se si vuole concretamente sostenere chi quotidianamente presta un prezioso servizio o condividere il dolore di Ospiti e parenti, bisognerebbe esimersi dalla strumentalizzazione di una tragedia pandemica per altre finalità. Ciò premesso, di seguito ripercorro e ripeto le azioni più significative implementate dalla Casa di Riposo Ambrosetti Paravicini».

Le azioni più significative implementate dalla Casa di Riposo Ambrosetti Paravicini per contrastare il coronavirus

In data 24 FEBBRAIO A seguito di Ordinanza Regionale vengono disposte: - informativa al personale in caso di sintomatologia febbrile e/o influenzale e corretti comportamenti igienico sanitari; - si chiede al personale di non accedere alla struttura qualora la temperatura corporea sia superiore a 37,5 gradi o con sintomatologie quali tosse/raffreddore; - limitazione degli accessi alla struttura: solo accesso su via Morelli previo “triage”per valutare la presenza di sintomi sospetti (temperatura corporea e sintomatologia), provenienza o contatto con persone proveniente da luoghi con presenza di epidemia conclamata; - intensificazione dei percorsi di pulizia e sanificazione ambientale; - sospensione delle attività di volontariato, tirocini e lavori di pubblica utilità.

In data 05 MARZO A seguito dell’emanazione del D.P.C.M. del 04 marzo 2019, in particolare all’Art.1 lettera M): “Misure per il contrasto ed il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19” che precisa “l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione” si è proceduto: - alla totale chiusura della struttura; - accessi limitata ai soli familiari o parenti per gravi motivi e solo se preventivamente autorizzati dalla Direzione Sanitaria; - accessi del personale su unico ingresso con apposita chiave; - regolamentazione accesso dei fornitori essenziali; - eventuali nuovi ingressi di Ospiti potrà essere disposto solo previo apposito “triage” da parte della direzione sanitaria.

In data 10 MARZO In considerazione delle successive misure emanate e della nota del Direttore Generale Welfare di Regione Lombardi che ribadiva quanto già stabilito con nota del 05/03/2020: “la necessità di contemperare la continuità dell’erogazione dei servizi nel rispetto della libera scelta dei soggetti e dei familiari che ne usufruiscono, tenuto conto delle diverse situazioni epidemiologiche che caratterizzano le aree territoriali lombarde”. In data 10 marzo un'ulteriore comunicazione regionale veniva precisato che “Le limitazioni e/o la sospensione delle attività delle Unità d’Offerta semiresidenziali possono pertanto essere stabilite dai soggetti gestori, in considerazione del numero degli operatori disponibili, degli utenti frequentanti le strutture nonché delle loro condizioni di salute. Tali decisioni andranno, opportunamente e tempestivamente, comunicate alle ATS, anche al fine di evitare ricadute penalizzanti sui gestori e utenti dei servizi”, si è proceduto a: - sospendere il Centro Diurno Integrato Ruggero Dell’Oca. Precedentemente, in attuazione delle indicazioni regionali che del 5 marzo, l'accesso al Centro Diurno era subordinato agli esiti “triage” e la permanenza degli stessi era limitata agli spazi a loro dedicati (ala est del padiglione Ambrosetti) per evitare qualsiasi contatti tra questi e gli ospiti residenziali; - sospendere l’attività domiciliare di RSA Aperta; - per entrambi i servizi di cui sopra è stata effettuata verifica della presenza di Caregiver per ogni utente al fine di evitare situazioni di isolamento; - monitoraggio attivo dell’insorgenza di febbre e/o altri sintomi di insufficienza respiratoria degli Ospiti; - isolamento degli Ospiti con sintomatologia sospetta per “coorte” (camere di degenza); - chiudere gli uffici amministrativi (assicurate informazioni telefoniche); - riorganizzare gli servizi interni al fine di garantire l’assistenza e limitare il numero di dipendenti non essenziali in servizio.

In data 11 MARZO A seguito di richiesta della Regione di ospitare ammalati Covid o No Covid, dimessi da ospedali è stata comunicata ad ATS della Montagna la non disponibilità ad accogliere ammalati Covid positivi.

In data 16 MARZO Sin dalle prime fasi sono state messe a disposizione degli operatori le mascherine disponibili a magazzino; contestualmente la direzione si è prontamente attivata alla ricerca di dispositivi. Sono state recuperati dispositivi da varie fonti cercando di arginare una carenza diffusa. Solo quando è stato possibile (dal 16 marzo) alle RSA accedere ai dispositivi in capo alla Protezione civile sono stati richiesti urgentemente mascherine sanitarie a: Protezione Civile Lombardia, Regione Lombardia, ATS della Montagna e Comune di Morbegno. Il giorno seguente si è ricevuta la prima fornitura di D.P.I. da parte di ATS della Montagna che sono stati prontamente consegnati al personale. In precedenza erano sempre stati consegnati al personale i DPI reperiti sul mercato e disponibili a magazzino.

Dal 19 MARZO Primo ingresso di paziente NO COVID da dimissioni ospedaliere. Complessivamente sono stati accolti 4 pazienti In via cautelativa, sebbene dichiarati NO Covid sono stati isolati in camera singola. La disponibilità ad accogliere ulteriori pazienti è stata sospesa in data 1 aprile 2020.

In data 27 MARZO In seguito alle Ordinanze Regionali 514 del 21.03 e 515 del 22.03, ATS della Montagna ha convocato le strutture in videoconferenza e trasmesso le Istruzioni operative per la gestione in RSA di: - Ospiti con sintomatologia COVID; - Operatori Sanitari e altre persone impiegate nell’assistenza. Dalla stessa data solo gli operatori, superato il periodo malattia con sintomatologia COVID-19, vengono sottoposti a tampone prima del rientro in servizio.

In data 28 MARZO Si è proceduto ad incrementare il livello di isolamento degli Ospiti con sintomatologia COVID-19 in entrambi i padiglioni tramite compartimentazione in reparti dedicati. Padiglione Paravicini: 3° piano più sezione nucleo Alzheimer al piano rialzato Padiglione Ambrosetti: 2° piano ala est L'isolamento degli ospiti sospetti Covid-19 è avvenuto sin dalle prime fasi con modalità proposte dalla direzione sanitaria. Le misure atte a limitare i contatti sono stati disposti, sin da fine febbraio, tant'è che sono state sospese tutte le attività non essenziali. Anche le modalità di quotidiana assistenza agli Ospiti sono state improntate al contenimento dei contatti tra ospite e ospite e tra ospite e operatori. Primo caso accertato dipendente positivo COVID-19

In data 30 MARZO La Regione con deliberazione XI/3018 fornisce indicazioni operative per la gestione RSA e RSD. È il primo organico programma per far fronte alla pandemia nelle RSA e RSD: indica le modalità di valutazione dei sospetti Covid-19, la possibilità di effettuare i tamponi agli ospiti e modalità e limiti per il ricovero ospedaliero in presenza di persone fragili con più cormobilità. Le modalità per effettuare i tamponi agli ospiti sono pervenute il giorno 6 aprile. La Fondazione ha richiesto all'ATS consulenza infettivologica urgente

In data 31 MARZO Comunicata ad ATS della Montagna disponibilità ad erogare profilo Assistenza Domiciliari COVID con operatori dedicati e nelle operanti nella RSA. In data 01 APRILE Ricevute tramite Uneba le D.G.R. n. 3016-3017-3018-3019-3020, tutte contenenti determinazioni sull’emergenza COVID-19 alle quali la struttura si sta attenendo. L'ATS della Montagna inizia un monitoraggio sistematico delle RSA con report bisettimanale sulla situazione Ospiti, Operatori e D.P.I.

In data 06 APRILE Diciotto strutture RSA, RSD, CS.S. E Cure intermedie, a partire dalla Nostra scrivono all'ATS, alla Regione Lombardia ed alle Autorità provinciali, una lettera di richiesta di interventi urgenti nella gestione dell'emergenza Covid-19. Primo caso accertato Ospite positivo COVID-19 presso Ospedale.

Dal 07 APRILE Iniziata attività di test tamponi agli Ospiti della struttura come da indicazione dell'ATS pervenute il giorno 6 aprile. Primi contatti telefonici tra il medico e l'infettivologo. Dal 08 APRILE Si implementa ulteriormente l’isolamento degli Ospiti sospetti COVID con segnaletica identificativa dei reparti. Padiglione Ambrosetti ampliamento della zona di isolamento sospetti COVID a tutto il piano 2°. Padiglione Paravicini mantiene il 3° piano per l’isolamento dei sospetti COVID più 4 camere parte vecchia ai sospetti COVID Alzheimer. Prende servizio medico indicato da ATS

Dal 9 APRILE Disponibilità ATS per la consulenza di pneumologo In data 11 APRILE Ricevuti via email primi esiti sui tamponi Ospiti. Effettuata richiesta ad ATS di priorità ed urgenza per esiti tamponi Ospiti. Adeguamento fornitura DPI al personale: mascherine FFP2, cuffie, occhiali, guanti, grembiuli e calzari a tutto il personale. Innalzamento del livello di sorveglianza sanitaria degli operatori con richiesta di tamponi a tutto il personale in servizio. In data 13 APRILE Aperto contatto con specialista pneumologo per supporto in struttura. In data 14 APRILE In situazione di assenza del personale medico (4 dipendenti + 2 convenzionati) è stato contatto un medico disponibile in servizio dal 16.04 che affianca la dott.ssa che ha preso servizio il giorno 8.04.

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