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"Con autonomia e responsabilità usciremo dalla pandemia", l'appello alla popolazione

Lo sforzo di Ats della Montagna per monitorare i casi positivi e tracciare i loro contatti stretti: "Oltre 60 persone al lavoro, precettati anche due tecnici veterinari"

Per uscire dalla quarta ondata covid c'è bisogno di responsabilità ed autonomia. Nel pieno della "tempesta" arriva una richiesta di collaborazione da parte di Ats della Montagna. La situazione, seppur mitigata dalla diffusione dei vaccini, necessita dell'apporto di tutti. I numeri del contagio crescono esponenzialmente. Serve una gestione attenta e trasparente da parte della popolazione per monitorare l'andamento della pandemia e isolare il virus.

In provincia di Sondrio la "macchina" di Ats della Montagna è all'opera con tutte forze che le rimangono. Sono oltre 60 le persone coinvolte nella gestione della pandemia tra vaccinazioni, tracciamento dei casi positivi e dei loro contatti stretti, monitoraggio delle scuole, dei rientri dall'estero e la prenotazione dei tamponi molecolari. Una mole infinita di lavoro che ha comportato il precettamento di personale solitamente operante in altri settori: persino due tecnici veterinari sono stati "dirottati" sul tracciamento dei contatti stretti di soggetti positivi. Come loro anche le segretarie del direttore generale Raffaello Stradoni. Senza dimenticare il personale amministrativo e di front office.

Le linee telefoniche sono sempre occupate nella sede di via Nazario Sauro a Sondrio. "Abbiamo incrementato la nostra presenza sulle linee telefoniche, costituendo un vero e proprio call center. Vista la pressione riusciamo a dare risposta solo ai caso più particolari e complessi. Le attività di tracciamento vengono portate avanti solo in questi casi. Il nostro personale è costantemente al telefono. Quanto più un cittadino riesce ad essere autonomo tanto più riusciamo tutti insieme ad uscire da questa quarta fase perchè ci permette di gestire le situazioni più delicate. È giusto ed etico che la priorità venga data ai casi più gravi" ha spiegato alla stampa il dg di Ats della Montagna.

Il tracciamento dei contatti stretti è, come nel resto della nazione, saltato. "È necessario che le situazioni di 'normalità', che sono l'80-90% dei casi, si gestiscano in autonomia, informandosi sul nostro sito e tramite la stampa. Ci possono anche contattare direttamente, meglio tramite mail per qualsiasi quesito. Il problema vero è la numerosità dei casi. È etico che la priorità venga data ai casi più gravi. Chi può deve uscirne in autonomia" ha aggiunto Stradoni.

Covid, andamento della pandemia in provincia di Sondrio - Ats Montagna - 5 gennaio 2022

Il sistema di tracciamento è, rispetto a qualche settimana fa, automatizzato. Nel momento in cui un soggetto risulta positivo al covid-19, diversamente dal passato quando veniva raggiunto telefonicamente da un operatore Ats, riceve un sms con le informazioni salienti, il documento di inizio isolamento (non quarantena, ndr) e tutte le indicazioni del caso. È in quel momento che serve la massima collaborazione. Tramite un form digitale il soggetto positivo è chiamato ad indicare i nomi delle persone con cui è venuto a contatto 48 ore prima della comparsa dei sintomi, se sintomatico, o 48 ore prima del tampone, nel caso fosse asintomatico.

"È un assunzione di responsabilità da parte del cittadino che deve dichiarare i nomi delle persone che effettivamente sono state in contatto. In quel caso il contatto stretto va, automaticamente, in quarantena. Ora vige un sistema di responsabilizzazione del cittadino che, una volta terminata la quarantena, si sottopone in autonomia al tampone" ha evidenziato Enza Giompapa, direttore del dipartimento di Prevenzione di Ats della Montagna.

La trasperanza ed il rispetto delle tempistiche, anche in relazione al ricorso ai tamponi antigenici rapidi, sono fondamentali per uscire dalle difficoltà. La richiesta dell'autorità sanitaria è precisa.

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