Coronavirus, l'autocertificazione per spostarsi è cambiata ancora: dove scaricarla

Probabile un inasprimento della sanzioni per chi viola i divieti: sanzione amministrativa attorno ai 2mila euro e, eventualmente, anche la confisca del mezzo

Attenzione: cambia ancora il modulo per l'autocertificazione dei cittadini che intendono fare spostamenti durante la "quarantena sociale" per il coronavirus. Lo prevede una circolare inviata nelle scorse ore ai prefetti dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, alla luce del nuovo decreto del presidente del Consiglio pubblicato lunedì in Gazzetta Ufficiale e contenente ulteriori misure contro la diffusione del Coronavirus.

Clicca qui per scaricare la nuova autocertificazione

Bisogna scaricare il documento e compilarlo, oppure, se non si ha la stampante a casa, si potrà anche ricopiare a mano. Non è possibile presentarlo utilizzando app non ufficiali. Il foglio deve essere presentato in caso di controllo. Nel nuovo modulo il dichiarante deve indicare oltre alla residenza anche il domicilio.

Nella prima parte, tra i provvedimenti di cui deve dichiarare di essere a conoscenza, ci sono anche il Dpcm del 22 marzo e l'ordinanza del ministero della Salute del 20 marzo "concernenti le limitazioni alle possibilità di spostamento delle persone" nel territorio nazionale. Inoltre, nella nuova autocertificazione occorre inoltre indicare da dove lo spostamento è cominciato e la destinazione.

Per quanto riguarda i motivi, restano le  "comprovate esigenze lavorative", i "motivi di salute" e la "situazione di necessità", mentre la voce "assoluta urgenza" sostituisce quella del "rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza", in quanto viene recepito il dpcm del 22 marzo che vieta i trasferimenti da un Comune all'altro. Infine rimane la "situazione di necessità" per spostamenti all'interno dello stesso comune, come già previsto dai Dpcm dell'8 e del 9 marzo.

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Il Consiglio dei ministri già martedì potrebbe approvare un decreto per un inasprimento della sanzioni per chi viola i divieti. Le novità riguarderebbero una sanzione amministrativa attorno ai 2mila euro e, eventualmente, anche la confisca del mezzo.

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