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Coronavirus, quali ripercussioni sul personale scolastico?

Ancora non si conosce la data di apertura delle scuole. Domenica verrà fatto il punto della situazione.

A seguito dell’ordinanza di Regione Lombardia relativa al Decreto-Legge del 23 febbraio, insieme alle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, anche in provincia di Sondrio, oltre che a studenti e professori, centinaia di lavoratrici e di lavoratori sono stati obbligati a rimanere a casa.  FP-CGIL e FILCAMS-CGIL di Sondrio stanno intervenendo facendo riferimento, in particolare, a uno specifico comparto di lavoratrici e lavoratori della scuola e dei servizi correlati che però non sono dipendenti pubblici, bensì di cooperative sociali o aziende private: assistenti scolastici, educatori dei nidi e personale addetto ai servizi di ristorazione scolastica.

«In un momento talmente delicato e confuso come questo, che ha portato alla chiusura delle scuole, siamo convinte che occorra uno strumento straordinario di salvaguardia del reddito e della contribuzione di lavoratrici e lavoratori al momento sprovvisti di tutele». Queste le dichiarazioni di Michela Turcatti e Marina Pensa, rispettivamente alla guida di Fp Cgil e Filcams Cgil della provincia di Sondrio.

«Sono moltissimi - proseguono le sindacaliste - gli addetti e gli operatori che si stanno rivolgendo a noi in queste ore perché non sanno come verranno regolarizzate queste giornate di inattività lavorativa involontaria e obbligatoria. In molti casi viene loro comunicato, da parte del datore di lavoro, di segnare come ferie tali assenze; in altri, cosa estremamente grave e che monitoreremo puntualmente, parrebbe in uso il consiglio di ricorrere alla malattia; in altri casi ancora, si registra una totale assenza di comunicazioni operative da parte dei datori di lavoro su come imputare tali assenze, che, ribadiamo, sono obbligatorie e involontarie».

«Non possiamo accettare che tutte queste lavoratrici e lavoratori restino senza reddito e senza contributi, e nell’incertezza più totale, per il tempo necessario a tenere chiuse scuole e servizi. In particolare, pensiamo a figure come gli assistenti scolastici alla fragilità e disabilità, agli addetti alla ristorazione scolastica, che spesso rimangono nascosti rispetto alla platea del pubblico impiego, ma che a diverso titolo garantiscono il diritto allo studio a centinaia di studenti della provincia di Sondrio. Confidiamo pertanto che il confronto a livello nazionale tra CGIL, CISL, UIL e Governo porti quanto prima all’emanazione di un decreto che garantisca le giuste tutele a tutto il personale che vive momenti di grande apprensione e incertezza».

«Ricordiamo inoltre che - concludono Turcatti e Pensa - stiamo parlando, nella stragrande maggioranza dei casi, di lavoratrici, già fortemente penalizzate a causa dei part time ciclici che spesso riguardano tali attività, costringendole già per diversi mesi dell’anno a pesanti scoperture retributive e contributive».

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