Coronavirus, sale il numero dei contagiati in Lombardia: ora sono 27. Morta una donna

La situazione sta evolvendo con il passare delle ore. Alle 12.30 la conferenza stampa in Regione

I dati sono in continuo aggiornamento. Per questo è d'obbligo usare il condizionale. Secondo quanto trapelato fino alle 11 di sabato 22 febbraio pare che i casi accertati da Coronavirus in Lombardia siano 27. Le ultime segnalazioni pare siano arrivate dalla zona di Cremona, dove sono state chiuse le scuole. Nelle scorse ore, inoltre, una donna che potrebbe essere stata contagiata dall'agente patogeno sarebbe morta. Il decesso, secondo le prime informazioni trapelate, sarebbe sopraggiunto in ospedale dove era stata ricoverata e dove era stata sottoposta al tampone.

Coronavirus, Sala: "Sospesi i dipendenti comunali che vengono dai cluster di infezione"

A Milano il Coronavirus non è ancora arrivato: le persone contagiate abitavano tutte all'esterno della Città Metropolitana. Ma il sindaco di Milano, Beppe Sala, che nella mattinata di sabato ha istituito un "gruppo di lavoro" a Palazzo Marino, ha fatto sapere di aver "sospeso dalle attività lavorative i dipendenti del Comune di Milano e delle nostre controllate che provengono dai comuni ove sussiste un cluster di infezione".
  
Il primo cittadino ha spiegato che "I comune  avrà il compito di recepire prontamente le indicazioni che ci perverranno dalla Regione Lombardia e dal Dipartimento Protezione Civile". "Oggi pomeriggio — ha concluso il sindaco — parteciperemo al tavolo in Prefettura per avere indicazioni su come procedere da qui in avanti”.

Comitato alla protezione civile

È in corso, nella sede del Dipartimento della Protezione civile di via Vitorchiano a Roma, la riunione del Comitato operativo per affrontare l'emergenza coronavirus. Oltre al Capo del Dipartimento e Commissario per l'emergenza, Angelo Borrelli, partecipa al tavolo il ministro della Salute Roberto Speranza. Coinvolte a distanza anche le Regioni al momento più interessate dai casi di contagio e al centro delle principali misure adottate: a quanto si apprende in collegamento sono intervenuti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il governatore della Lombardia Attilio Fontana oltre a rappresentanti dell'Emilia Romagna. Alle 12 è atteso al Comitato operativo il presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Lombardia: 16 casi di Coronavirus in 24 ore

Il coronavirus, la pandemia che sta terrorizzando l'interno pianeta, ha bussato alle porte della Lombardia e nel giro di 24 ore i casi accertati sono passati rapidamente da 1 a 15. Oltre ad altri casi ancora sospetti e in attesa del risultato delle analisi. A questi si aggiungono i due contagi registrati in Veneto, dove un uomo, Adriano Trevisan, è morto.

La velocità con la quale il virus ha cominciato la sua diffusione ha portato le autorità Regionali e Statali a prendere in mano la situazione. Il primo provvedimento urgente, come hanno spiegato Attilio Fontana, presidente della Lombardia e il ministro della salute, Roberto Speranza, è stato quello di circoscrivere la zona dove si sono presentati i casi: Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Maleo, Fombio, Bertonico, Castelgerundo, Terranova dei Passerini, Somaglia e San Fiorano.

In questi dieci comuni la vita nelle prossime ore cambierà drasticamente: è prevista, infatti, la permanenza obbligatoria, la sospensione della attività lavorative, commerciali e di tutti gli eventi pubblici, la sospensione delle attività educative e dell'infanzia, la sospensione delle attività ludico sportive. Isolamento insomma. Ma se da un lato si cerca di fare terra bruciata attorno alle zone interessate per cercare di contenere l'epidemia, sull'esempio vittorioso di alcune province cinesi, dall'altro lato l'assistenza specifica sarà attiva h24.

Sono pronti, infatti, diversi servizi specifici per coloro che in qualche maniera manifesteranno sintomi riconducibili al Covid-19. Queste persone, stando a quanto spiegato dall'assessore Gallera in persone, dovranno restare a casa e non andare in ospedale con mezzi autonomi ma telefonare il 112. Non solo, ci sarà anche un Tavolo di coordinamento regionale sempre aperto. Oltre alle due strutture militari già individuate a Milano e Piacenza per 'rinchiudere' le persone in eventuale quarantena.

Il percorso del virus dal paziente 1 in poi

L'allerta da Coronavirus in Lombardia è scattata alle 21 di giovedì 20 febbraio. È a quell'ora che viene accertato ufficialmente il primo caso, per questo chiamato paziente 1. È un 38enne di Codogno, dipendente della Unilever di Casalpusterlengo: è il più grave di tutti, ed ha manifestato i primi sintomi il 15 febbraio. Anche il 18 era andato in ospedale con uno stato febbrile ma era stato mandato via fino al ricovero del 20. Solo allora la moglie ha ricordato che il marito aveva cenato un paio di volte a inizio febbraio con un suo amico che era rientrato dalla Cina, quello che per ora è considerato il 'paziente zero', anche se il primo test era negativo (qui l'intervista in esclusiva all'uomo: video).

Al 38enne si sono 'aggiunti' via via gli altri pazienti: dalla moglie stessa, incinta all'ottavo mese, a un amico con il quale condivide alcuni momenti di attività sportiva. A loro tre si sono poi sommati nella notte tre persone, ricoverate a Codogno con delle gravi polmoniti e risultati tutti positivi al coronavirus. Sono uomini di età più avanzata che frequentavano lo stesso bar dell'amico podista del 38enne. A questi primi sei casi si sono aggiunti anche i medici e gli infermieri di Codogno che hanno avuto rapporti diretti con il 38enne, oltre a tre pazienti dello stesso ospedale.

Il presunto paziente zero

Il presunto paziente zero arrivato dalla Cina Resta il dubbio sul 'paziente 0' e quel "brancolare nel buio". Il presunto paziente zero, attualmente ricoverato in isolamento all'ospedale Sacco, è un uomo residente a Castiglione D'Adda e manager di un'azienda di Fiorenzuola d'Arda, rientrato dalla Cina il 21 gennaio. L'uomo, intervistato in esclusiva da Milanotoday, ha spiegato di stare bene. E infatti, le prime analisi dicono che è negativo al virus. Per questo, come sottolineato da Gallera, si dovranno attendere i risultati delle analisi più approfondite. "Non sappiamo se il caso zero - ha affermato l'assessore - sia effettivamente lui. Potrebbe essere anche semplicemente guarito. Solo il tampone approfondito permetterà di capire".

Nella giornata di venerdì l'azienda del presunto "paziente zero" è rimasta chiusa per precauzione e i dipendenti, nella mattinata di sabato 22 febbraio, verranno sottoposti ai test.

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