La Provincia "fa squadra" con le RSA: «Si pensi ad un’unica struttura di “comunità” per soggetti covid non ospedalizzati»

Il presidente Moretti ha incontrato i dirigenti delle case di riposo di Valtellina e Valchiavenna dopo l'emergenza sanitaria: «Lanciata la proposta di un “patto sociale” per fare una sintesi delle necessità economiche»

Un momento di ascolto da parte della Provincia. Questo lo scopo dell’incontro nella giornata di mercoledì 27 maggio, svoltosi in videoconferenza, voluto dal presidente di Sondrio, Elio Moretti, che ha invitato gli amministratori delle case di riposo del territorio e i sindaci dei comuni in cui hanno sede.

L'incontro è stato molto partecipato. L’occasione utile per un confronto tra le diverse realtà della valle ampiamente segnate dall’esperienza della difficile gestione della pandemia coronavirus ancora in corso.

Tanti gli elementi comuni emersi: le difficoltà dovute alla non conoscenza degli effetti del virus, l’inadeguatezza degli spazi (spesso in strutture vetuste), la carenza iniziale di dispositivi di sicurezza e di esami diagnostici, il difficile reperimento del personale, nonché le pesanti conseguenze che, inevitabilmente, si ripercuotono sui bilanci delle case di riposo.

La dedizione del personale

Un confronto aperto in cui sono emersi non solo aspetti difficili. Ampio spazio nella discussione agli aspetti di grande umanità che hanno caratterizzato le singole realtà della provincia di Sondrio. Su tutti la professionalità del personale il quale, molto spesso, ha prestato servizio con molta passione. Dedizione e sacrificio al punto di scegliere, in taluni casi, di non far rientro alla propria abitazione per salvaguardare gli ospiti. Turni infiniti, medici, infermieri ed operatori chiamati non solo a svolgere le proprie mansioni, ma anche ad essere gli unici punti di riferimento degli ospiti che, in questa situazione, si sono trovati lontani dai propri cari.

Fare rete

Alla luce di quanto avvenuto in questi mesi i partecipanti hanno condiviso alcune necessità e proposte per il futuro: l’esigenza di “fare rete”, di confronto, di condividere esperienze e modalità di operare, valutando anche il ripristino dell’associazione delle case di riposo.

Condivisa, inoltre, la necessità di un sempre più ampio rapporto di collaborazione con l'ATS della Montagna a cui chiedere, tra le cose prioritarie, l’attivazione di una continuità assistenziale sul territorio con l’individuazione di un’unica struttura di “comunità” da adibire a soggetti COVID che non necessitino di ospedalizzazione.

Tutte le RSA della provincia di Sondrio, infine, attendono di conoscere quando e come sarà la prossima fase di riapertura delle strutture a nuovi ospiti oltre che ai familiari dei presenti, nonchè di precisi protocolli da adottare per la gestione prossima. Per il futuro si spera nell’attivazione di nuovi corsi professionali per operatori ASA e OS per una maggiore facilità nel reperimento del personale sanitario.

Le parole di Moretti

Dal Presidente Moretti sono giunte a fine incontro importanti rassicurazioni. «Nonostante l’assenza di competenze della Provincia in tema di sanità, la disponibilità ad intervenire per mettere in campo azioni di supporto ai diversi settori è sempre assicurata. Per far fonte alle immediate necessità di liquidità mi sono già attivato con Regione Lombardia per verificare se è possibile utilizzare le somme derivanti dalla recente legge regionale in materia di energia elettrica, pensando ad un versamento in acconto a partire già da quest’anno. Su questo aspetto sono fiducioso» ha commentato Moretti.

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«Per interventi di medio e lungo termine ho lanciato la proposta di un “patto sociale” con gli interlocutori al fine di fare una sintesi delle necessità economiche. Un patto di reciproca fiducia e di onestà nella consapevolezza che tutto non si può ottenere. Ho chiesto loro di indicare l’entità finanziaria – in parte capitale - “strettamente necessaria” per consentire di gestire un eventuale ritorno della diffusione del contagio. Sulla base del quadro che ne uscirà saranno valutati i possibili spazi di azione. Anche da questo punto di vista sono certo che sarà fatto un buon lavoro da parte di tutti. Riusciremo a fare sintesi e a trovare una comune azione da intraprendere. Le ottime premesse si sono evidenziate nell’incontro odierno. Sono molto soddisfatto del clima che si è creato e dello spirito di leale collaborazione» ha concluso il presidente della provincia di Sondrio.

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