Sanità, l’Alta Valle lancia la "Operazione verità" per fare chiarezza: «La Regione ha confermato il depotenziamento del Morelli»

Le parole dei sei sindaci del mandamento di Bormio dopo l'incontro con il direttore vicario della Direzione generale Welfare, Marco Salmoiraghi: «Finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di parlare con chiarezza»

L'ospedale Morelli di Sondalo verrà depauperato e la conferma è arrivata direttamente da Regione Lombardia. È questo in estrema sintesi il conenuto della cosiddetta "Operazione verità" lanciata dai sei sindaci del mandamento di Bormio, congiuntamente al Comitato a difesa della sanità di Montagna - "Io sto con il Morelli", in seguito all'incontro telematico che nei giorni scorsi (era mercoledì 15 luglio, ndr) li ha visti a colloquio con il direttore vicario della Direzione generale Welfare, Marco Salmoiraghi.

«L'abbiamo chiamata "Operazione verità" perché per la prima volta dalla presentazione del piano di riorganizzazione della sanità di montagna dell'ottobre scorso abbiamo trovato qualcuno che ha avuto il coraggio di parlare con chiarezza. Salmoiraghi ha chiarito l’idea che Regione Lombardia ha sulla sanità della provincia di Sondrio: le alte specialità chirurgiche, trasferite a Sondrio durante l'emergenza coronavirus, non torneranno al Morelli mentre i padiglioni interessati dal piano regionale per i centri covid saranno il primo ed il quarto e non il sesto ed il settimo come annunciato dall'assessore Gallera nell'incontro dell'11 giugno scorso» ha spiegato Ilaria Peraldini, sindaco di Sondalo, confermando così di fatto le dichiarazioni dei giorni scorsi del rappresentante scientifico del comitato, Giuliano Pradella, e pubblicamente criticate dall'assessore regionale Massimo Sertori (leggi qui).

«Dal colloquio che abbiamo avuto con Salmoiraghi si è capito che la parte tecnica di Regione Lombardia ha fatto delle scelte che determinano il depauperamento dell'ospedale Morelli di Sondalo. Salmoiraghi è stato corretto anche se su alcuni punti, per esempio le attività di emergenza urgenza ed i reparti di ortopedia e traumatologia, non ci ha dato risposte chiare. Dal canto nostro non possiamo ignorare i bisogni del territorio, degli abitanti come delle presenze turistiche, e vedere la questione della sanità locale solo sotto l'aspetto economico. Anche la cosiddetta legge Delrio sulle province interamente montane, ha riconosciuto le problematiche delle nostre vallate. Non è possibile considerare la Valtellina e Valchiavenna, con le loro caratteristiche, come fossero un quartiere di Milano» ha aggiunto il sindaco di Valdisotto, Alessandro Pedrini.

«Sono mesi che qualcuno cerca di far passare come fake news ciò che raccontano il comitato a difesa del Morelli ed i sindaci dell’Alta Valle. Le fake news  sono altri a raccontarle e piano piano le cose stanno venendo a galla, come per esempio è accaduto grazie all'interpellanza presentata all’inizio della pandemia dal consigliere regionale Patrizia Baffi (di Italia Viva, facente parte del Gruppo Misto, ndr), sull'impiego nel Morelli nella lotta al covid-19. La risposta di Gallera, che io chiamo "Giulio il bugiardone", è giunta a distanza di mesi, a giugno, e parla di 3 milioni di euro per ammodernare i padiglioni chirurgici dell'ospedale (il primo ed il quarto) per la lotta al covid. Una risposta decisamene diversa da quella che ci era stata data nell'incontro dell'11 giugno (leggi qui). L'assessore aveva dichiarato che, proprio la sera prima, la Giunta aveva avanzato al Ministero la richiesta di utilizzare i padiglioni 6 e 7, già in parte pronti per esser utilizzati senza dover interrompere o spostare alcuna specialità sanitaria, e non quelli oggi ancora operativi» ha denunciato l'ex sindaco di Sondalo e membro del comitato pro-Morelli, Luigi Grassi.

L'accelerazione del covid

«Negli ultimi mesi ci siamo trovati davanti alla tempesta perfetta tra emergenza covid e discorso di riorganizzazione della sanità. Si è fatto un vero pasticcio perchè queste cose dovevano esser mantenute separate ma si è approfittato dell'emergenza sanitaria per accelerare e fare delle scelte che difficilmente si sarebbero fatte. Ora quello che chiediamo è che il Morelli torni al più presto alla situazione ante covid. Sappiamo che ci sono diversi sindaci dei 71 che hanno sottoscritto l'altro piano redatto dalla provincia di Sondrio (leggi qui) fortemente preoccupati come noi che le attività ospedaliere non ritornino come prima dell'emergenza» ha voluto rimarcare il primo cittadino di Valdidentro, Massimiliano Trabucchi.

«Questo tipo di organizzazione della sanità in provincia di Sondrio non può funzionare. La dimostrazione è l’inefficienza dell’ospedale di Sondrio, certo non per scelta degli operatori, ma per la cattiva organizzazione. Ne è la dimostrazione il fatto che molti casi siano portati direttamente negli ospedali di Brescia, Bergamo e Lecco. Salmoiraghi ha detto che se Sondrio non recupererà più utenti dovrà esser ridimensionato. Bisogna essere chiari: oggi c'è il depotenziamento di Sondalo, poi toccherà a Sondrio. Speriamo che gli altri sindaci si ravvedano e si aprano al confronto, capendo le nostre istanze» ha illustrato Damiano Bormolini, sindaco di Livigno.

Ampio e ripetuto il riferimento ai colleghi sindaci della provincia di Sondrio firmatari (anche se per correttezza bisognerebbe parlare di tacito consenso, vista la delega di stesura del contropiano a quello del Politecnico di Milano affidata al dottor Roberto Scaramellini). «Non è vero che siamo arroccati sulle nostre posizioni. Siamo disponibili a dialogare con gli altri sindaci purchè la regia sia nostra» ha aggiunto il sindaco sondalino Peraldini.

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Nei prossimi giorni i rappresentanti del Bormiese incontreranno il prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, per discutere dell'esposto (leggi qui) presentato «in merito alla situazione venutasi a creare presso l’ospedale “E. Morelli” di Sondalo con la violazione del diritto di ogni cittadino connesso ai livelli essenziali di assistenza ospedaliera».

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