Comunità Montana di Morbegno, Bonat: «Atteggiamenti della maggioranza intollerabili»

Ecco le ragioni che hanno spinto la minoranza a non partecipare all'assemblea della Comunità Montana di Morbegno

Seduta assembleare rovente quella di martedì, convocata in videoconferenza, dell'assemblea della Comunità Montana di Morbegno nonostante l'assenza della minoranza. A tenere banco proprio la mancata partecipazione della minoranza capeggiata dal sindaco di Ardenno Laura Bonat.

Le ragioni del gesto erano state anticipate al Presidente della CM di Morbegno Andrea Nonini attraverso una lettera a firma del Capogruppo Laura Bonat. Nella missiva Bonat ha elencato una serie di motivi, che vanno dalle vicende che hanno portato alla costituzione della nuova maggioranza alla gestione del Consorzio Turistico. 

«Scriviamo questa lettera - si legge nella missiva inviata a Nonini - dopo esserci lungamente interrogati sulle possibilità che sono a nostra effettiva disposizione, come gruppo di minoranza, per svolgere nel migliore dei modi possibili il compito di rappresentanza di una porzione consistente, per estensione e per numero di abitanti, del mandamento di Morbegno. Considerati i vari episodi che hanno segnato questo seppur breve periodo di vostro mandato e ci si riferisce, per essere chiari se non esaustivi alle vicende che hanno portato alla costituzione dell'attuale maggioranza, alla gestione a dir poco disinvolta degli aspetti istituzionali (si vedano le ormai ben note vicende dell'assemblea deserta o del protocollo mancante), alla palese volontà di occupazione di ogni singolo spazio di rappresentanza (consorzio turistico ad esempio), ai dir poco spregiudicati sistemi di arruolamento nelle file della maggioranza facendo leva sui bisogni dei singoli comuni di condivisione dei processi di discussione sulla sanità, al punto che il documento sottoscritto a nome dei 25 comuni del mandamento, quindi anche a nostro nome, non è stato nemmeno sottoposto alla visione dei sindaci, cosa che tra l'altro ne inficia e non poco la forza rappresentativa indispensabile per avere un minimo di possibilità di affermazione. Considerato, da ultimo in ordine di tempo, lo sconfortante episodio della richiesta di assemblea su un argomento di importanza straordinaria quale la gestione di una crisi sociale, sanitaria ed economica dalle dimensioni mai viste, che avrebbe imposto una risposta sollecita piuttosto che il giocare a rimpiattino con i numeri di protocollo cui con sconcerto si è dovuto assistere, per arrivare dopo due mesi a una discussione posta al penultimo punto in ordine del giorno di una assemblea incomprensibilmente convocata in modalità remota che avrà inizio, a meno dei soliti immancabili ritardi, alle nove di sera e che quindi, ben che vada, affronterà la discussione sugli interventi di contrasto alla crisi covid a partire dalle undici di sera del 30 giugno».

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«Ebbene, seppur a malincuore, non parteciperemo, assumendo in tal modo una posizione intransigente, e rumorosa, nei confronti di un atteggiamento che non è nostra intenzione tollerare oltre. In ogni caso, ci è già ben chiaro, dalla riluttanza di fronte alla richiesta fino alla fissazione "coatta" dell'incontro, che le nostre proposte non troverebbero né ascolto né partecipazione e dunque, con un gesto che riteniamo grave, lasciamo alla maggioranza onore ed onere di definire, se lo vorrà, gli interventi di contrasto alla crisi covid. Noi lo abbiamo già fatto individualmente nei nostri comuni, per quanto possibile, per rispondere ad esigenze che non potevano attendere i tempi biblici del protocollo CM, Un coordinamento generale, una comunione di intenti, uno sforzo congiunto dei 25 comuni sarebbero stati preziosi. Ma tant'è... Ci auguriamo che questa presa di posizione possa favorire uno sblocco nell'atteggiamento di chiusura sin qui tenuto e confermiamo la nostra disponibilità, a fronte di condizioni minime che lo rendano possibile, alla collaborazione così come già avvenuto, ad esempio, in fase di approvazione del bilancio, occasione importante e significativa in cui la minoranza non si è sottratta al suo dovere istituzionale che è, ci piace ricordarlo, il perseguimento degli interessi del mandamento e dei suoi cittadini».

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