Nuova tac a Sondalo, il comitato: «Vogliono "sedare” cittadini ed Istituzioni per nascondere la situazione del Morelli»

Trabucchi e Pradella del “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli”: «La Provincia a la Comunità Montana Alta Valtellina tacciono in un “silenzio assordante” mentre la Regione va avanti nel suo disegno». Il richiamo ai sindaci del Bormiese

Tre rappresentanti del “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli”: Pradella, Del Simone e Trabucchi

«Grande enfasi è stata data dall’ASST Valtellina e Alto Lario all’acquisto della nuova TAC in funzione da ottobre presso l’ospedale di Sondalo. In realtà il miglioramento ottenuto sulle prestazioni a Sondalo non è significativo. La sostituzione avviene infatti solo per dare un apparecchio valido al presidio ospedaliero di Morbegno senza ricorrere ad una nuova acquisizione. Sembra che si vogliano “sedare” i cittadini e le Istituzioni locali, nascondendo la situazione attuale del “Morelli”». È con queste parole che i rappresentanti del “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli”, nelle persone di Giuliano Pradella della componente scientifica e Ezio Trabucchi del pool giuridico, commentano l'installazione di una nuova TAC presso il Morelli di Sondalo (leggi qui). 

«In queste ore peraltro è stata trasmessa alla Regione Lombardia, dopo quella firmata da 10 (su 12) Sindaci del “tiranese”, un’altra lettera dei Sindaci dell’Alta Valle per richiedere il ripristino al “Morelli” della situazione pre covid-19, lettera questa volta sottoscritta anche da altri 5 Sindaci della nostra Provincia (leggi qui). La gente si è mobilitata, il “Comitato pro Morelli” sta svolgendo un’intensa attività di sostegno su più fronti ma non si registra ancora quella forte iniziativa che dovrebbe coinvolgere tutte le Istituzioni locali da Chiavenna a Livigno» proseguono Trabucchi e Pradella.

«L’Amministrazione provinciale, la quale in passato più volte è stata chiamata ad affrontare (a prescindere da uno specifico profilo di competenza) importanti questioni che interessavano la nostra realtà valtellinese e valchiavennasca, tace in un “silenzio assordante”, così come la Comunità Montana Alta Valtellina. Nel frattempo, la Regione Lombardia va avanti ogni giorno nel suo disegno ed il destino del “Morelli” - se non interviene da subito uno scatto di dignità e di orgoglio da parte delle Istituzioni della nostra Provincia con un’azione forte e determinata - sarà segnato definitivamente» continuano i rappresentanti del Comitato pro-Morelli.

Nei giorni scorsi 23 medici del Morelli hanno reso pubblica una lettera in cui si descrive l'attività dell'ospedale sondalino come ordinaria (leggi qui). Una posizione non certamente condivisa dai rappresentanti del Comitato: «Gli operatori sanitari non possono parlare e quando eccezionalmente e pubblicamente lo fanno è per assecondare la Direzione della nostra ASST mera esecutrice di “ordini dall’alto”, peraltro nel goffo tentativo di rappresentare una situazione di normalità e di assoluta tranquillità. Una situazione in realtà drammatica che il Comitato ha già sottoposto, per quanto di competenza, all’attenzione della Procura della Repubblica e Prefettura di Sondrio. Nei prossimi giorni, un altro dossier verrà presentato alle Autorità competenti a seguito delle ultime segnalazioni pervenute al Comitato da cittadini e da operatori sanitari»

Morelli smembrato

Per Pradella e Trabucchi l'ospedale Morelli è diventato un "ospedalino". «A Sondalo, come detto, è rimasto ben poco ed, eliminando l'attività anche di emergenza delle alte specialità, le prestazioni si riducono. Sono aperti infatti i soli reparti di medicina e chirurgia generale e le attività residue sono destinate ad estinguersi anche a causa del depotenziamento dei vari Dipartimenti. La struttura del “Morelli” non è stata assolutamente ricostituita dopo l’emergenza covid-19. Rimangono invece a Sondrio non solo la neurochirurgia (con un distaccamento al “Morelli” che esegue unicamente attività programmata) ma anche la chirurgia vascolare e toracica, la urologia e la traumatologia. Al “Morelli”, ridotto oramai ad uno ospedalino, sopravvive solo l’attività programmata ortopedica. La tisiologia si è drasticamente ridotta. L’Unità spinale, tra le migliori in Italia, è stata depotenziata e non è più unipolare. Al “Morelli” è stato altresì smantellato il Dipartimento di emergenza- urgenza di secondo livello e l’ospedale dispone, di fatto, solo di un punto di Primo intervento, non avendo più il Pronto Soccorso il supporto specialistico adeguato di un tempo». 

Il richiamo alla politica

Infine una stoccata al mondo della politica locale. «Ebbene, noi non siamo la Regione Lombardia, che decide sulla nostra sanità di montagna. Noi non siamo i Sindaci ed i rappresentanti delle Istituzioni locali, chiamati a difesa del “Morelli” e di tutta la sanità di montagna della nostra Provincia (e non solo). Noi siamo comuni cittadini che, come tanti, si stanno battendo ogni giorno (dedicando liberamente e gratuitamente tempo ed energie) per la tutela di un diritto costituzionale sacrosanto, nostro e di chi verrà dopo di noi. Continueremo a farlo ma senza la politica e Istituzioni sarà certamente una “battaglia” (o “guerra”) persa. Ci accontenteremo allora della Tac nuova: la ciliegina su una torta che non c’è più!»

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