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Coldiretti Sondrio: «Green pass vaccinale può aiutare a salvare il turismo in valle»

«Circa il “green pass” si tratta – ha dichiarato Silvia Marchesini, presidente di Coldiretti Sondrio - di un’opzione da valutare con attenzione. Riportare il turismo in provincia di Sondrio è una priorità»

Il green pass vaccinale che consente gli spostamenti tra Paesi dell’Unione Europea può contribuire a salvare, almeno nei prossimi mesi, il turismo straniero in vacanza in Valtellina e Valchiavenna: una fetta non indifferente per un sistema turistico nazionale che vale 11,2 miliardi in spese per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Sondrio su dati Bankitalia in riferimento all’importanza della presentazione da parte della Commissione europea il prossimo 17 marzo della proposta legislativa per un Digital green pass con l'obiettivo di consentire gradualmente agli europei di muoversi in sicurezza all'interno o all'esterno dell'Ue, per lavoro o turismo.

«L’assenza di stranieri in vacanza in Italia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini – i visitatori da paesi europei hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. È importante che con l’avanzare della campagna di vaccinazione e l’apertura delle frontiere si proceda anche alla ripartenza delle attività di ristorazione a pranzo e cena, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. Il cibo infatti è tra e voci principali del budget delle famiglie in vacanza in Valtellina e Valchiavenna, con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola e a prodotti di qualità, che rappresentano un forte elemento di distintività e attrazione per i nostri territori».

«Circa il “green pass” si tratta – conclude il presidente di Coldiretti Sondrio - di un’opzione da valutare con attenzione. Riportare il turismo in provincia di Sondrio è una priorità: certamente, il ritorno in zona arancione di questi giorni aggiunge preoccupazione ad una situazione già compromessa dallo stop al turismo invernale e sciistico, che è stato un contraccolpo pesante anche per la filiera agroalimentare per via della chiusura dei locali di ristorazione. Guardare avanti, però, è necessario: va fatto tutto il possibile per garantire alle imprese di lavorare e ai turisti di visitare, in assoluta sicurezza, le nostre valli e montagne, uniche al mondo».

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