Chiavenna, casa di riposo: 19 nuovi posti nel nucleo Alzheimer

«I bisogni cambiano e si evolvono e il nostro primo impegno è quello di soddisfarli» spiega Patrizia Pilatti, presidente dell'Assemblea dei Sindaci della Valchiavenna

Una rimodulazione necessaria per i bisogni emergenti, una riorganizzazione sollecitata da un contesto reso difficile dall’aumento dei casi di demenza, non soltanto a livello locale ma nazionale e internazionale. Inabilità e disturbi comportamentali che spesso sfociano nell’aggressività rendono problematica la cura dei malati all’interno del contesto familiare, anche in presenza di aiuti esterni, e conducono alla scelta sofferta del ricovero in strutture protette. Da qui la richiesta della Casa di Riposo Città di Chiavenna di riconvertire 20 posti letto ordinari in nucleo Alzheimer: la Regione Lombardia ne ha concessi 19, il numero più alto fra le case di riposo della provincia di Sondrio che avevano partecipato al bando per la manifestazione di interesse. 
 

«I bisogni cambiano e si evolvono e il nostro primo impegno è quello di soddisfarli - spiega Patrizia Pilatti, presidente dell'Assemblea dei Sindaci della Valchiavenna -. Le famiglie attendono delle risposte concrete per superare problematiche particolarmente delicate e le istituzioni devono essere in grado di assicurarle, pur tra le difficoltà esistenti a livello strutturale ed economico. Il sì della Regione non risolve i problemi di tutti ma certamente di molti: per la nostra casa di riposo la nascita del nucleo Alzheimer rappresenta un passo importante che si colloca all’interno di un progetto più ampio riguardante la riorganizzazione dei servizi sanitari e sociali sul nostro territorio». 
 

Nelle intenzioni della fondazione c’è una completa rivisitazione della struttura, che necessita di un adeguamento. Intanto i lavori indispensabili alla creazione del nucleo speciale sono già terminati, mentre proseguono le migliorie. «L’assenza di un nucleo Alzheimer rappresentava per la nostra struttura una grande lacuna che abbiamo colmato - sottolinea il presidente della Fondazione ‘Casa di Riposo Città di Chiavenna’ Orazio Scuffi -. La convivenza aveva sollevato qualche problema che abbiamo risolto: già in queste prime settimane abbiamo notato un miglioramento nel comportamento delle persone che ospitiamo. Il nostro intento, nel prossimo futuro, compatibilmente con le risorse a disposizione, è quello di riservare ai malati di Alzheimer il piano terra con un giardino dedicato. Le statistiche sulla popolazione anziana e sulle aspettative di vita ci dicono che questi bisogni sono destinati ad aumentare e noi dovremo farci trovare pronti». 

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