Lunedì, 27 Settembre 2021
Attualità

Il censimento dei lupi presenti in provincia di Sondrio

La distribuzione del predatore in Valtellina e Valchiavenna. L'annuncio di Provincia e Coldiretti: «Presto un tavolo tecnico con le categorie interessate e i sindaci dei comuni in cui sono avvenute le predazioni, con lo scopo di raccogliere tutte le esigenze e le indicazioni»

La presenza del lupo in Valtellina e Valchiavenna è oramai consolidata. Una situazione monitorata da tempo in modo costante dal Servizio caccia, pesca e strutture agrarie e dal Corpo di Polizia della Provincia di Sondrio, mediante la verifica puntuale di ogni segnalazione di presenza e l’adempimento di tutte le attività previste dagli accordi stipulati con la DG Ambiente e Clima di Regione Lombardia, che coordina da ormai diversi anni progetti mirati alla conservazione della specie e alla riduzione dei possibili conflitti con le attività antropiche.

Anche a seguito del caso di predazione di circa una ventina di ovini in Val Fontana (comuni di Chiuro e Ponte in Valtellina) avvenuta nello scorso mese di aprile, sono stati effettuati diversi sopralluoghi da parte degli Agenti del Corpo di Polizia Provinciale e dei Carabinieri forestali, in collaborazione con i veterinari dell’ATS, al fine di accertare l’effettiva entità dei danni. Nel corso di questi sopralluoghi sono stati raccolti diversi campioni organici, che la Provincia ha subito inviato ai laboratori competenti e sui quali è in corso un’apposita analisi genetica per definire l’identità dell’animale. Inoltre sono state posizionate varie foto trappole, e dalle foto e video registrati, è stata evidenziata la presenza di un singolo individuo di lupo.

La presenza del lupo in provincia di Sondrio 

Attualmente sul territorio della provincia di Sondrio non risultano presenti branchi di lupi; è invece confermata, da ormai parecchi anni, la presenza di un individuo singolo, un maschio geneticamente tipizzato, il cui territorio è situato nelle Alpi Orobie (comuni di Castello dell’Acqua, Teglio e Aprica), dalla Val d’Arigna fino alla provincia di Brescia.

Si segnala inoltre la presenza, sporadica ma regolare, di individui singoli, in spostamento, provenienti probabilmente dai branchi presenti in aree confinanti. L’individuo rilevato in Val Fontana è probabilmente uno di questi, il cui territorio potrebbe estendersi fino alla Svizzera, nel territorio della Val Poschiavo. Altri individui singoli sono stati segnalati, negli scorsi anni in varie zone della Provincia dall’Alta Valtellina (zone di Bormio, Valdidentro, Livigno, etc..) alla Val Chiavenna (Val Bregaglia, Alta Valle Spluga e Novate Mezzola).

I danni provocati da grandi carnivori, quali lupo e orso, sono stati finora tutti risarciti dall’apposita assicurazione stipulata da Regione Lombardia, anche grazie al costante lavoro di rendicontazione e di assistenza agli allevatori svolto dagli uffici provinciali.

Protezioni

Laddove possibile e opportuno, sono state fornite gratuitamente recinzioni elettrificate a tutela delle greggi e degli apicoltori; l’uso di queste protezioni, eventualmente abbinato ad altri sistemi (quali i cani da guardiania) è infatti fondamentale, in caso di presenza stabile di grandi carnivori, per tutelare gli allevamenti, ed è stato già sperimentato con successo in diverse situazioni anche in provincia di Sondrio, proprio su allevamenti colpiti da predazioni di orso e lupo.

La Provincia continua pertanto, come sempre, a fornire il proprio supporto e il proprio sostegno a tutti gli allevatori e apicoltori per la valutazione delle più adeguate misure preventive e fornendo anche, in comodato d’uso gratuito, tutto il materiale necessario alla protezione di allevamenti e apiari.

Tavolo di confronto

«Tutti gli aspetti della questione sono stati oggetto dell’incontro che ho avuto con la presidente di Coldiretti. Un momento di confronto molto proficuo dal quale è emersa la volontà comune di convocare, a breve, un apposito tavolo al quale saranno invitate le rappresentanze delle categorie interessate e i sindaci dei Comuni in cui sono avvenute le predazioni, con lo scopo di raccogliere tutte le esigenze e le indicazioni» ha dichiarato Elio Moretti, presidente della Provincia di Sondrio.

«La convocazione di un tavolo è prioritaria e accoglie una precisa richiesta di Coldiretti: è importante raccogliere le idee di tutti e fare fronte comune. Apprezziamo la disponibilità della Provincia, la cui linea istituzionale conferma la priorità dell’agricoltura per il territorio valtellinese e chiavennasco e la volontà di tutelare il settore, riconoscendone la strategicità sul piano socioeconomico. Siamo altrettanto consapevoli di trovarci in una fase interlocutoria, in cui il problema va costantemente monitorato, garantendo innanzitutto la sicurezza del territorio e l’operatività delle imprese: la criticità è reale, non va sottaciuta ma affrontato con la lungimiranza che chiede» ha aggiunto la presidente di Coldiretti Sondrio, Silvia Marchesini.page2image25238656

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