Case di riposo, la situazione sanitaria è sotto controllo ma preoccupano gli aspetti finanziari

Il colloquio coordinato dal Prefetto con le rsa della provincia di Sondrio, ATS della Montagna, sindacati e presidente della Provincia

La casa di riposo di Berbenno

Attualmente, dopo la grave emergenza covid-19,  la situazione all'interno delle case di riposo della provincia di Sondrio, dal punto di vista sanitario, è sotto controllo. È quanto emerso nella videoconferenza presieduta dal Prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, a cui hanno preso parte il presidente provinciale, il Direttore generale dell'ATS della Montagna, i rappresentanti sindacali di CGIL e CISL e i rappresentanti delle Residenze Socio Assistenziali di Sondrio, Tirano, Morbegno, Chiavenna, Teglio, Talamona e Dubino.

Un ulteriore momento di confronto per fare il punto della situazione in tema di RSA dopo quanto emerso, in termini di criticità soprattutto, in occasione dei due incontri tenutisi in piena emergenza.

La gestione dell'emergenza

Grazie ad un piano gestito dall'Agenzia di Tutela della Salute tutti gli operatori e ospiti delle strutture protetto di Valtellina e Valchiavenna sono stati sottoposti a tampone e a test sierologici. Al momento pochi i casi positivi, quasi nella totalità asintomatici.

Per quanto riguarda i Dispositivi di Protezione Individuale, il problema del reperimento delle mascherine è stato, fortunatamente, superato mentre i responsabili delle RSA hanno segnalato un ritardo nella fornitura di guanti monouso. A riguardo ATS sta cercando di provvedere, ricorrendo a canali alternativi.

Carenze

Per quanto riguarda il futuro che, per svariati motivi, presenta molte incognite, le preoccupazioni riguardano due principali aspetti. Uno di tipo gestionale e organizzativo ed un altro di tipo economico-finanziario.

Il primo aspetto attiene all'individuazione, già richiesta alle RSA in vista di una possibile seconda ondata in autunno, di spazi per eventuali necessità di isolamento di ospiti che risultassero positivi. Ciò per alcune strutture porterebbe ad una riduzione non sostenibile di posti letto. Dunque è necessario immaginare delle soluzioni alternative per le quali l'ATS sta già lavorando con la previsione delle cosiddette degenze di sorveglianza (una di queste è stata individuata presso l'Ospedale Morelli di Sondalo). Senza dimenticare la cronica carenza di personale medico, infermieristico e di operatori sanitari che aggravata dalla pandemia e da trasferimenti, lunghi periodi di malattia, quarantene, dimissioni, erano presenti anche prima, ora si è molto acuita.

L'ATS durante la videoconferenza ha sottolineato la gravità della situazione che peraltro investe l'intero comparto sanitario, ospedali compresi, e ha rappresentando la necessità che si organizzino corsi per formare il personale anche a livello locale, in modo che resti per lavoro in questo territorio. Allo scopo di porre le condizioni di un aumento di offerta di lavoro specialistica, sarebbe importante prevedere nuovi corsi di laurea, che si affianchino alla laurea infermieristica (tecnici di radiologia, fisioterapia o altri corsi di professioni sanitarie).

Risorse

Il secondo grosso problema è poi quello di tipo economico-finanziario. Il verificarsi, specie in alcune RSA, di un alto numero di decessi, unitamente alla sospensione durante il periodo covid delle entrate di nuovi ospiti, ha portato alla riduzione drastica delle rette sulle quali si basa il bilancio delle RSA.

Al riguardo è risultato fondamentale il reperimento di risorse per far fronte a grosse crisi di liquidità, per cui diventano di centrale importanza le determinazioni della Regione Lombardia, attese nelle prossime ore. In ogni caso sia ATS che Provincia stanno seguendo la vicenda con il massimo dell'attenzione, per individuare qualunque strumento possibile al fine di sostenere le RSA in crisi. Tra questi è da annoverarsi anche la proposta di consentire alle RSA l'accesso a forme di finanziamento garantito interamente dallo Stato sul tipo di quelle previste per le aziende.

Con riferimento alla citata prossima delibera della Regione Lombardia, l'ATS ha precisato che la stessa non potrà da sola essere risolutiva e che in ogni caso occorrerà procedere a costruire assieme e condividere protocolli, basati sulle linee guida, che tengano conto delle singole strutture che hanno situazioni e realtà diverse tra loro.

Sindacati

Dal canto loro i sindacati hanno sottolineato la necessità che il sistema delle RSA non si faccia trovare per il futuro impreparato, in considerazione delle tante incognite presenti. Hanno anch'essi rimarcato il problema legato alla carenza di personale e le difficoltà incontrate nel periodo più duro della pandemia soprattutto da parte delle lavoratrici con figli rimasti a casa per la chiusura delle scuole.

Il fatto inoltre che, in generale, i lavoratori hanno dovuto sopportare turni di lavoro pesanti per lo stress derivante dai rischi di contagio, dalla insufficienza dei DPI e con rinunce a diritti (come per es. quelli connessi alla legge 104). Hanno poi affermato l'importanza, al fine di sopperire a situazioni eccezionali, di far fronte comune sollecitando la costituzione di una Associazione tra le RSA anche al fine di avere un solo interlocutore per la soluzione dei problemi. L'importanza di una iniziativa del genere è stata messa in rilievo anche dal Prefetto e dalla stessa Agenzia di Tutela della Salute.

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Infine il Presidente della Provincia, che aveva recentemente aperto un tavolo con le RSA soprattutto per fronteggiare le gravi conseguenze economiche, ha ribadito il proprio totale sostegno a supporto delle stesse anche nei rapporti con la Regione Lombardia.

                                                                                            

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