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Domenica, 3 Luglio 2022
Promesse disattese / Bormio

Bretella dell'Alute: perché non è ancora stato indetto il referendum?

L'associazione Italia Nostra ha inviato una nuova istanza al Prefetto, al Ministero dell'Interno e al sindaco di Bormio visto che proprio l'amministrazione non si è ancora dotata di un regolamento attuativo per le consultazioni referendarie della popolazione

Nonostante una prima istanza, risalente allo scorso mese di febbraio  in cui l'associazione Italia Nostra sollecitava un referendum popolare per decidere sull'effettiva realizzazione della bretella dell'Alute nulla si è ancora mosso e così, per richiamare proprio l'amministrazione comunale dell'Alta Valle ai suoi doveri, sempre Italia Nostra ha inviato una seconda istanza al prefetto, al Ministero dell'Interno e al sindaco di Bormio in cui sollecita l'adozione di un regolamento attuativo per le consultazioni referendarie della popolazione.

"Tale nostra istanza di sollecito trova ragione nel fatto che l'amministrazione comunale di Bormio, nonostante la nostra precedente richiesta di intervento del 22 febbraio 2022, - spiegano i rappresentanti di Italia Nostra - è rimasta silente a dar seguito alla volontà di una larga fascia della popolazione locale che vuole esprimersi attraverso lo strumento referendario previsto dallo Statuto comunale riguardo alle opere che interesseranno l'area protetta dell'Alute. Italia Nostra stigmatizza la condotta dell'amministrazione che, oltre a non dar riscontro alla precedente istanza, non ha voluto nemmeno attuare, come auspicato, una mediazione fattiva di contemperazione degli interessi che determini una progettazione della tangenzialina dell'Alute nel pieno rispetto dei vincoli paesaggistici e naturalistici che ricadono su quell'area".

Unico strumento disponibile

"Risulta palese che si vuole sottrarre alla cittadinanza la possibilità di potersi esprimere sulle opere infrastrutturali previste per le Olimpiadi del 2026 che determineranno grandi e gravi mutamenti dell'assetto cittadino e del paesaggio naturalistico circostante, già sottoposti a vincoli di tutela. La cittadinanza, purtroppo, non potendo rivolgersi ad un gruppo di opposizione, (considerato che alle ultime consultazioni elettorali si è presentata una sola lista civica), non ha altri strumenti se non il referendum per far sentire la propria voce ed esprimere il proprio dissenso. -prosegue Italia Nostra - Lo strumento referendario, quindi, a maggior ragione, costituisce l'unico mezzo che, in maniera democratica, permette alla cittadinanza di poter palesare le proprie volontà in modo da imbastire un confronto leale con l'Amministrazione".

Le accuse

"Il sindaco, con questa sua omissione, risulta politicamente compromesso poiché, con questa sua condotta omissiva, sta disattendendo il suo programma elettorale nel quale aveva previsto l'attuazione di forme di coinvolgimento attivo della cittadinanza alla vita politica del Comune e, implicitamente, sta confermando la sua volontà di non voler approntare un confronto democratico con i suoi elettori attraverso la predisposizione del regolamento e l'indizione del referendum in tempi brevi. - concludono i rappresentanti di Italia Nostra - Per questo motivo si chiede l'intervento del Prefetto di Sondrio affinché si ponga fine a questa grave e pericolosa inerzia e si predispongano le misure necessarie in modo che si possa in maniera fattiva ed utile realizzare questo referendum.

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