Val di Mello, associazioni di volontariato all'attacco

La rete guidata dal CSV di Sondrio: «Il sentiero lo vogliamo e siamo aperti a dare a chi lo vorrà gli strumenti per confrontarsi con il mondo della disabilità e porsi la domanda del perché una persona con disabilità potrebbe avere voglia di andare in montagna»

La realizzazione del sentiero alla portata di tutti in Val di Mello non è solo il mero adeguamento di un percorso per un transito generalizzato ma, settimana dopo settimana, è diventata terreno di scontro ideologico. Uno scontro che vede le associazioni di volontariato coinvolte ed in prima linea per «non fare passare il messaggio che la Valtellina non sia una terra accogliente».

Una difesa dei diritti della Persona che ha visto nuovamente riunite, presso la sede del Centro di Servizio per il Volontariato di Sondrio, una trentina di realtà associative operative in diversi ambiti: culturale, ambientale, tutela degli anziani e delle persone con disabilità e alcuni singoli cittadini. Erano presenti rappresentanti di: GFB, AIC, UILDM, Gruppo della Gioia, Associazione Amici di Davaglione Piano, ANMIC, Associazione Parkinson Delebio, Unione Italiana Ciechi sezione di Sondrio, AITR-Associazione italiana turismo responsabile, AltraValtellina, Opul, AmbriaJazz, Alpini di Valmadre, Amici casa di riposo Costante Patrizi di Ponte in Valtellina, Amici della Croce di Campiano, ANMIL,
Agenzia per la Pace, ANFFAS, Auser territoriale Valtellina Valchiavenna, WWF, Ledha, Tecnici Senza Barriere, Argonaute, C’è una Valle, CSV Monza Lecco Sondrio, rete Dappertutto, Valtellinaccessibile, Comune di Valmasino, singoli cittadini appartenenti ad associazioni ambientaliste, ma intervenuti a nome proprio.

Il dibattito si è acceso sul sentiero accessibile a tutti in Val di Mello, il cui progetto è quasi ultimato e sarà presentato ufficialmente a fine mese. Ai volontari sono state presentate le caratteristiche tecniche del progetto e gli sono stati dati glistrumenti per valutare e constatare in prima persona il pieno rispetto delle normative in materia di tutela ambientale e paesaggistica.

Tolto ogni dubbio sulla più che legittima salvaguardia dell’ambiente e sull’effettiva portata degli interventi previsti che si possono considerare al pari di una manutenzione del territorio, ci si è potuti concentrare sull’affermazione del rispetto delle persone, come sancito dalla nostra Carta costituzionale e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con disabilità.

«Tutti i presenti hanno convenuto sul fatto che le polemiche sono scaturite, oltre che dalla non conoscenza dell’intervento previsto che ha portato ad immaginare un presunto “danno” al territorio, anche dalla mancanza di conoscenza del mondo della disabilità e hanno allargato lo sguardo dalla Val di Mello al resto d’Italia e d’Europa in cui è “normale”, lungimirante e “attrattivo” rendere inclusivi e accessibili a tutti dei percorsi di montagna, fatto salvo il rispetto dei vincoli di tutela ambientale, da cui si parte e da cui non si prescinde» si legge in una nota del CSV.

Le associazioni, guidate dalla rete Dappertutto e dal CSV, hanno lanciato l’invito a fare esperienza della disabilità informandosi e ascoltando le storie di chi convive con una tetraplagia o non vede o non sente o si è ammalato: «Noi ci siamo, il sentiero lo vogliamo e siamo aperti a dare a chi lo vorrà gli strumenti per confrontarsi con il mondo della disabilità e porsi la domanda del perché una persona con disabilità potrebbe avere voglia di andare in montagna. Faremo rete per far capire che questo non è solo un sentiero, ma un’opportunità per cambiare prospettiva e portare non divisione, ma informazione, utilizzando un linguaggio che non sia distruttivo e disgregante, ma inclusivo e accogliente. Prima di esprimere un giudizio è necessario conoscere».

Dello stesso parere anche Filippo Viganò, presidente del Centro di Servizio per il Volontariato Monza Lecco Sondrio che aggiunge: «Non si ritiene per altro corretto dal punto di vista della tutela dei diritti delle persone e dell'ambiente sottostare alla debole sensibilità espressa da coloro che potrebbero, con i loro messaggi distorti purtroppo sottoscritti in buona fede da migliaia di cittadini e amplificati dai media, rovinare il percorso secolare che ha fatto della Valtellina e della sua forte Gente l'emblema di quella intelligenza solidale di cui tanto avremo bisogno, sia ora che in futuro».

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