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Gli escursionisti dell'APE Milano in posa in Val di Mello (foto Facebook)

Gli escursionisti dell'APE Milano in posa in Val di Mello (foto Facebook)

Da Milano alla Val di Mello per protestare contro il progetto Ersaf

L'APE (Associazione Proletari Escursionisti): «Abbiamo risalito il sentiero sulla sinistra orografica, quello che dovrebbe venire stravolto dal progetto per disabili, non c'è stato un solo elemento che ci abbia aiutato a comprendere il senso della proposta orribilmente invasiva»

Un'escusione in compagnia per capire, "toccare con mano" oltre che manifestare il proprio disappunto. E' quanto compiuto dalla sezione milanese dell'APE (Associazione Proletari Escursionisti) nella giornata di sabato 6 aprile 2019. Una quarantina di escursionisti che dal distante capoluogo regionale hanno raggiunto la Val di Mello per verificare quanto il progetto pensato da Ersaf, per la realizzazione di un circuito alla portata di tutti, disabili ed anziani in primis, possa essere invasivo per l'ambiente naturale.

Un'escursione nata certamente dalla mobilitazione popolare che dalla provincia di Sondrio piano piano, anche e soprattuto grazie all'ampia raccolta firme della petizione lanciata online dal Movimento per la tutela della Val di Mello, si è allargata a macchia d'olio in Lombardia e non solo.

«Eravamo in tanti per una piccola associazione, venivamo da diversi posti d'Italia, dal Cile, dalla Grecia e dalla Spagna. Abbiamo risalito da San Martino il sentiero sulla sinistra orografica, proprio quello che dovrebbe venire stravolto dal progetto del "sentiero per disabili", con buona pace dei disabili tirati in mezzo loro malgrado» scrivono i rappresentati di APE Milano sulla loro pagina facebook.

Una camminata in compagnia per capire e riflettere: «Ci siamo persi e ritrovati sul sentiero, perché la traccia va un po' inventata, fra massi che si toccano e radici esposte che si intrecciano, fra rami che si chiudono e passaggi che non lo sono. Non c'è stato un solo elemento che ci abbia aiutato a comprendere il senso della proposta orribilmente invasiva, anzi, tutto quanto abbiamo vissuto ci ha convinti ancora di più che le motivazioni di una tale spregiudicatezza vadano ricercate altrove. Lontano dagli alberi, dal torrente e dai sassi» concludono i milanesi con una certa polemica. 

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