Il Comune di Sondrio difende la sua scelta di esternalizzare l'asilo nido comunale. Protestano i genitori con un sit-in

L'assessore all'Istruzione, Marcella Fratta: «Quella presa è la migliore soluzione, sia per la qualità che per la sostenibilità economica e organizzativa del servizio, nell'interesse dei bambini e delle loro famiglie»

Un asilo che è e rimarrà comunale, l'impegno a mantenere il servizio sugli alti standard qualitativi che da sempre lo contraddistinguono, un controllo puntuale e rigoroso da parte del Comune. È questa in estrema sintesi la posizione del Comune di Sondrio relativamente alla privatizzazione paventata dell'asilo nido comunale "La Coccinella".

A una settimana dall'esame della delibera che definisce gli indirizzi per l'affidamento in via sperimentale a terzi del servizio per infanti, che verrà discussa nella seduta consiliare del 28 febbraio prossimo, l'Amministrazione sondriese ribadisce i punti fermi di una decisione vagliata in ogni suo aspetto.

«Il coinvolgimento del Comune non verrà in alcun modo sminuito e nulla cambierà riguardo al metodo educativo che sarà in continuità con quello proposto sino ad oggi. Sarà il Comune a determinare le tariffe e ad incassarle, e sempre il Comune raccoglierà le domande di iscrizione, gestirà le liste e assegnerà i posti» si legge in una nota di Palazzo Pretorio.

Le parole dell'assessore

«Siamo giunti a questa decisione dopo aver attentamente valutato la situazione - sottolinea l'assessore all'Istruzione Marcella Fratta -, crediamo rappresenti la migliore soluzione, sia per la qualità che per la sostenibilità economica e organizzativa del servizio, nell'interesse dei bambini e delle loro famiglie. Il nostro primo impegno sarà di attuare un attento e puntuale monitoraggio nei due anni di sperimentazione, e particolarmente nella fase dell'avviamento, allo scopo di verificare che i parametri indicati vengano rispettati. La Coccinella, ne siamo certi, continuerà a garantire la qualità del servizio che negli anni è stata riconosciuta e apprezzata dai genitori dei bambini iscritti. Una fiducia nella struttura e nel personale che non è mai venuta meno e che è stata confermata soltanto pochi giorni fa in occasione dell'open day (la chiusura delle iscrizioni è fissata al 16 marzo) al quale hanno partecipato ben 22 famiglie».

La gestione del personale

Come rimarcato più volte in queste settimane da parte del Comune «c'è la volontà di attuare una migliore gestione del personale assicurando il benessere dei bambini attraverso un aumento dell'organico che l'ente, stante la normativa vigente, non si potrebbe permettere».

Dopo l'uscita di due educatrici alla fine del 2019, delle dieci assunte a tempo indeterminato una è in maternità, una in aspettativa e un'altra andrà in pensione a settembre. Alle quattro supplenti a tempo determinato se ne dovrà quindi aggiungere almeno un'altra, che comunque non riuscirebbe a coprire le assenze per malattia e problemi personali che superano il 22%. 

«Si tratta di problematiche presenti da anni e in qualche modo contenute che dovevano essere affrontate e risolte in maniera definitiva - spiega l'assessore al Bilancio Ivan Munarini -, allo scopo di garantire il pieno organico nell'interesse dei circa 70 bambini che frequentano l'asilo nido. Purtroppo il Comune di Sondrio, come altre amministrazioni, ha dei vincoli di spesa per l'assunzione di figure a tempo determinato. Da qui la scelta di esternalizzare il servizio mantenendone il pieno controllo e fissando rigidi parametri nel bando, a cominciare dal punteggio assegnato alla qualità del servizio, 80 su 100, e prevedendo una fase di sperimentazione per due anni educativi con valutazione dei risultati≫.

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Sit-in di protesta

Una posizione che non trova condivisione nelle famiglie dei bambini iscritti e non solo, convinti che l'esternalizzazione sia una scelta scellerata. Per questo, dopo la raccolta firme online delle settimane passate, è stato indetto un sit-in di protesta davanti a Palazzo Pretorio per sabato 22 febbraio 2020 alle ore 10 prima che una delegazione di mamme e papà preoccupati vengano ricevuti dall'assessore Fratta.

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