La preoccupazione degli operatori turistici dell'Alta Valle: «Con il Morelli depotenziato i turisti andranno altrove»

La lettera congiunta scritta a Regione Lombardia: «È innegabile che l’assenza di un presidio ospedaliero d’alto livello raggiungibile in tempi brevi, potrebbe far propendere molti turisti a scegliete altre località»

Il futuro dell'ospedale Morelli di Sondalo continua a destare preoccupazione, soprattutto in Alta Valle. A lanciare un nuovo grido di allarme è questa volta il comparto turistico del Bormiese, in rappresentanza di un settore cardine per l'economia dell'intera provincia di Sondrio: le Pro Loco di Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva e Sondalo, Bormio Terme, Bormio Marketing, Apt Livigno, l'Associazione Bormio Commercio, l'associazione Recettivo Comprensoriale di Bormio, l'Unione Commercio dell'Alta Valtellina,  l'Associazione Turismo e Commercio di Livigno e l'Unione Artigiani. Professionisti del comparto turistico i quali, congiuntamente, con una lettera pubblica, si sono rivolti a Regione Lombardia affinchè rispetti «l'impegno assunto e ripristini immediatamente ed integralmente tutte le attività ospedaliere e le alte specialità esistenti al Morelli prima dell'insorgere dell'emergenza covid-19».

«L'Ospedale Morelli di Sondalo é sempre stato un 'eccellenza sanitaria riconosciuta a livello nazionale ed internazionale e la situazione di forte depotenziamento che lo sta interessando in questo periodo sta creando molta preoccupazione tra gli abitanti, gli operatori turistici e commerciali e anche tra i turisti che frequentano l'Alta Valtellina. I numeri parlano chiaro: la popolazione dell'Alta Valtellina comprende oltre 25.000 residenti stabili cui si aggiungono oltre 2.500.000 di presenze turistiche durante tutto l’anno. Chiaramente il bacino di persone che potrebbero aver bisogno di assistenza sanitaria, in tutta la Provincia di Sondrio, non può essere gestito esclusivamente da un unico Ospedale, a Sondrio che, ricordiamo, si trova a oltre 60 km da Bormio e, addirittura, 100 km da Livigno, con le oggettive difficoltà di percorrenza delle strade di montagna durante tutto l'anno e in particolare nel periodo invernale e di alta stagione. Il nosocomio di Sondrio si troverebbe a gestire una quantità di potenziali pazienti enorme non potendo garantire un'adeguata assistenza a tutti» hanno scritto i rappresentanti del comparto turistico dell'Alta Valtellina.

«L'utenza turistica che frequenta l'Alta Valtellina è decisamente variegata: dalle persone più anziane che cercano la tranquillità e la salubrità della montagna, alle famiglie con bambini, agli sportivi, amatori e professionisti. Una fetta di persone che scelgono la zona per le sue innegabili bellezze naturalistiche e per i servizi offerti ma, anche, per sicurezza della propria salute. È innegabile che l’assenza di un presidio ospedaliero d’alto livello raggiungibile in tempi brevi, potrebbe far propendere molti turisti a scegliete altre località. E questo porterebbe sicuramente a un danno incalcolabile a livello turistico ed economico oltre a quello socio-sanitario por tutti i cittadini dell'Alta Valtellina. Senza contare la perdita subita da alcuni anni del centro donazione sangue e del centro dialisi di Bormio» continuano nella lettera dal Bormiese.

«Ricordiamo inoltre che Bormio, Valdidentro e Livigno saranno sede di gare olimpiche e paraolimpiche nel 2026. Olimpiadi fortemente volute da Regione Lombardia. Tra i requisiti richiesti per poter ospitare i Giochi c'è ovviamente la presenza di un presidio sanitario di alto livello in prossimità dei luoghi sede di gara. Depotenziare il Morelli significherebbe probabilmente venire meno alle richieste del Comitato Olimpico e alle aspettative post olimpiche. Pertanto, gli scriventi, esprimono una forte preoccupazione per il depotenziamento del Morelli in chiave non solo sanitaria ma anche economica temendo le forti ripercussioni che potrebbero esserci sullo presenze turistiche e sull'immagine delle nostro località, rischiando di far perdere credibilità a tutto il settore in un periodo di forte crisi globale. Pertanto, sostenendo in modo deciso, l'operato dei Sindaci dell'Alta Valtellina e del "Comitato a difesa della Sanità di — lo sto con il Morelli", siamo a chiedere a Regione Lombardia di rispettare l'impegno assunto e di ripristinare immediatamente ed integralmente tutte le attività ospedaliere e le alte specialità esistenti al Morelli prima dell'insorgere dell'emergenza covid-19» hanno concluso gli esperti di turismo.

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