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Domenica, 3 Luglio 2022
la situazione

Siccità, Fontana è preoccupato: "La situazione può precipitare"

Nonostante le piogge sui rilievi lombardi l'accumulo di acqua resta ben al di sotto dei livelli necessari. Le proposte di Uncem Lombardia

Per ora la situazione è stata gestita, ma, se non piovesse (in maniera consistente) nel giro di poco tempo, saranno guai. Lo ha affermato Attilio Fontana, governatore della Lombardia rispondendo ad una domanda sul problema della siccità nella giornata di giovedì 23 giugno. "È chiaro che la situazione rischia di precipitare se non inizierà ad arrivare un po' di acqua dal cielo", ha affermato il presidente regionale.

Nonostante l'acqua caduta sulla Valtellina e sugli altri rilievi lombardi nella ultime due giornate "la situazione attuale è di una gravità mai verificatasi in Lombardia", ha continuato il presidente lombardo. "Sono due mesi che monitoriamo la situazione e stiamo cercando di utilizzare nel miglior modo possibile l'acqua che rimane. Bisogna salvaguardare da un lato l'aspetto dell'uso civile e, dall'altro, l'agricoltura".

In questi giorni l'assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori aveva detto che la Lombardia è pronta a chiedere lo stato di calamità (che significa ristori economici per gli agricoltori che perdono il raccolto) ma non quello d'emergenza (che significa riservare l'acqua disponibile solo per usi civili e non agricoli).

Tra le misure concordate con gli imprenditori agricoli lombardi, l'accordo sul momento della semina, che ha permesso di riempire un po' di più i laghi per rilasciare l'acqua quando i campi ne hanno maggiormente bisogno, e poi quello con i gestori di bacini idroelettrici, per avere, in queste settimane, una maggior disponibilità di rilascio dell'acqua.

L'intervento di Uncem Lombardia

Proprio sul tema del rilascio d'acqua dai bacini idroelettrici si è espressa anche Uncem Lombardia: "La pianura chiama e la montagna come sempre risponde. Risponde, grazie all’accordo raggiunto fra Regione Lombardia e i gestori idroelettrici, aumentando i rilasci d’acqua per salvare almeno il primo raccolto. Da mesi il tema dell’emergenza idrica è fra i punti all’ordine del giorno del nostro governo regionale".

"Certo è che anche i bacini in quota non sono infiniti e dopo un inverno non particolarmente generoso di precipitazioni nevose presto o tardi anche la montagna dovrà fare i conti con ciò che rimane. Il caldo non accenna a diminuire e nel Mediterraneo è stato registrato un aumento della temperatura di ben 4 gradi.  Che il cambiamento climatico sia un problema è ormai indubbio. Intanto che gli esperti ci indichino la via e che prenda davvero piede una nuova e sempre più diffusa cultura ambientale, qualcosa si può e si deve fare" aggiunge l'associazione guidata dal chiurasco Tiziano Maffezzini.

Cosa si può fare

"C'è la necessità di adottare tutte le misure possibili per iniziare quanto meno a limitare gli sprechi. Basti pensare che le reti idriche hanno perdite che oscillano dal 20 al 60%, che negli edifici pubblici non vi sono e non sono ancora previsti impianti per il recupero e il riuso delle acque, che il ciclo integrato delle acque ha ampi margini di miglioramento… insomma ci sono decisioni urgenti da prendere, ma soprattutto interventi non più rinviabili in tal senso, anche attingendo alle risorse del PNNR che pone grande attenzione ai temi (e dunque agli interventi) della sostenibilità e di un più attento e mirato sguardo al futuro. Tutto ciò servirà a mitigare una situazione che va però affrontata a livello globale, partendo dal fatto di far comprendere a tutti i cittadini che un cambio di rotta è necessario e vitale per tutelare le generazioni future" concludo i rappresentanti lombardi di Uncem.

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