Sanità, due medici del Morelli rispondo al comitato: «Non si strumentalizzino le nostre parole per scopi politici»

La dura replica di Claudio Bonizzoni e Chiara Rebucci a chi li voleva "manipolati" da ASST Valtellina e Alto Lario: «La Direzione non ci ha “ordinato “ di scrivere il comunicato. Pensare e scrivere questo è quantomeno offensivo nei nostri confronti»

Che la riorganizzazione della sanità in provincia di Sondrio fosse, anche, una questione personale è oramai evidente da qualche tempo. A dimostrarlo è l'oramai serrato botta e riposta che coinvolge politici, comitati, dirigenti sanitari e mondo economico. Questa volta è il turno di due medici dell'ospedale Morelli di Sondalo, Claudio Bonizzoni e Chiara Rebucci, già firmatari e promotori della lettera dei 23 camici bianchi in difesa dell'operato del nosocomio sondalino (leggi qui), infastiditi dalle ultime dichiarazioni del “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli” (leggi qui).

Secondo il comitato pro-Morelli, il documento dei 23 medici era frutto di manipolazioni ed interfenze da parte della stessa Azienda ospedaliera, ASST Valtellina e Alto Lario. Parole ingiuste secondo Bonizzoni e Rebucci tanto da indurli ad una veloce replica. «Il nostro comunicato è nato dalla frustrazione di molti di noi di fronte alla strisciante affermazione che il Morelli fosse sostanzialmente chiuso nella sua attività ambulatoriale e di ricovero, in ambito internistico, chirurgico e riabilitativo. Noi, come abbiamo riaffermato, stiamo lavorando» hanno spiegato i due medici.

«La Direzione quindi non ci ha “ordinato “ di scrivere il comunicato. Pensare e scrivere questo, soprattutto per chi ci conosce, è quantomeno offensivo nei nostri confronti. I colleghi che hanno sottoscritto il documento lo hanno ovviamente letto e condiviso. Nessuno ha detto, nel suddetto comunicato, che tutto è come prima della chiusura causa
Covid; basta leggere senza pregiudizi» hanno puntualizzato operatori sanitari.

Nella comunicazione diramata dal “Comitato a difesa della sanità di montagna - Io sto con il Morelli” si parlava di come, in realtà, il documento dei 23 medici non fosse «mai stato sottoscritto da almeno una decina di medici, i quali peraltro non avevano neppure una puntuale conoscenza del contenuto del documento». Aspra la replica di Bonizzoni e Rebucci: «Noi ci abbiamo messo la faccia. Evidentemente qualcun’altro no. Quindi diffidiamo chiunque ritenga di strumentalizzare le nostre parole ed usarci a scopi “politici”;
riteniamo sia troppo facile fare affermazioni senza citare le fonti (nome per nome) su cui tali affermazioni si basano».

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«Stiamo lavorando tutti i giorni per tentare di soddisfare le richieste dei cittadini e vogliamo continuare a lavorare senza essere coinvolti in polemiche a noi estranee» hanno concluso i due specialisti.

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