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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Animali

Tenere gli animali in garage può costituire reato: cosa si rischia

Secondo la legge detenere gli animali in garage non è vietato, ma sempre più sentenze stanno tutelando la loro salute fisica e psicologica

Quando parliamo di animali domestici e della vita con loro, la prima cosa che prendiamo in considerazione è la gioia che sono pronti a regalarci con il loro affetto, ma ci siamo mai chiesti se siamo in grado di renderli felici? Gli animali, come sappiamo, provano dei sentimenti e quando li facciamo vivere in condizioni di difficoltà possiamo stare certi che gli causiamo sofferenza. Questo è vero soprattutto se, nel momento in cui accogliamo un animale domestico, invece di farlo vivere in casa con noi decidiamo arbitrariamente di chiuderlo in uno spazio chiuso e angusto come può essere ad esempio un garage.

Fortunatamente a preservare la salute di cani, gatti, conigli e di tutti quegli animali che entrano a far parte della nostra vita non è solo la coscienza delle singole persone, ma anche la legge, che non esita a punire chi si macchia di reati come appunto quello di relegarli all’interno di un box.

I passi in avanti compiuti dalla Costituzione

Vivere all’interno di luoghi bui, inadeguati e in cui non abbiamo sufficiente spazio per muoverci per noi è impensabile, allora perché dovrebbe essere diverso per gli animali domestici? Non siamo gli unici a provare dolore, anche i pet soffrono e la legge ha fatto dei passi da gigante nel prendersi cura degli animali. Nel febbraio del 2022 la loro tutela (e quella dell’ambiente) è entrata nell’articolo 9 della Costituzione. In pratica è stato dichiarato che gli animali di affezione sono degli esseri senzienti e per questo possono provare dei sentimenti.

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È un traguardo a cui si è arrivati grazie a una giurisprudenza che nel corso degli anni si è dimostrata sempre più sensibile nei confronti del mondo animale. Già prima dell’approvazione di questa legge si aveva un atteggiamento severo nei confronti di chi causava dolore agli animali domestici, una tendenza che si conferma con l’ipotesi di reato formulata da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Lo scorso 11 gennaio i giudici di Piazza Cavour hanno esaminato il caso di un uomo che aveva lasciato il proprio cane chiuso in garage invece che in casa. Il cucciolo si trovava in un locale con poca luce, circondato da oggetti di ogni tipo e potenzialmente in uno stato di pericolo. Come accertato dai Carabinieri, infatti, il quattro zampe non poteva nemmeno dissetarsi perché la ciotola dell’acqua era rovesciata. La sentenza della Corte non ha potuto non tenere conto di tutti questi elementi.

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Un precedente di cui si dovrà tenere conto

Il proprietario del cucciolo è stato condannato a pagare una multa di mille euro, oltre alle spese processuali. Secondo i giudici della Cassazione, si tratta di un vero e proprio abbandono di animale. Il fatto di aver lasciato il cane rinchiuso in garage, gli ha provocato uno stato di sofferenza perché le condizioni in cui versava il luogo non erano compatibili con la sua natura. L’ipotesi di reato che i giudici hanno rilevato in questo caso è quello del secondo comma dell’articolo 727 del Codice Penale che regolamenta proprio l’abbandono degli animali.

Nella sentenza invece non si parla di maltrattamento nei confronti del quattro zampe, in quanto il veterinario ha attestato le sue buone condizioni fisiche. Proprio per questo motivo il cucciolo non è stato confiscato. Si tratta di un precedente importante e di cui non si potrà non tenere conto in futuro nel valutare situazioni simili.

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