Il meteo della Valle di Livigno, come mai è così diverso rispetto al resto della Lombardia?

Esiste un’altra piccola eccezione: la Val di Lei, in alta Valchiavenna

Foto di Centro Meteorologico Lombardo

Avrete forse notato che, nelle analisi previsionali del Centro Meteorologico Lombardo (da cui prendiamo in prestito lo scritto), capita non di rado di leggere frasi del tipo: “…soleggiato, tranne che nella Valle di Livigno”. I più curiosi si saranno domandati il motivo di questa particolare cura per un angolo così remoto di Lombardia.


E' vero, Livigno è forse la località turistica alpina più famosa della nostra regione, ma tutta questa attenzione non è certo un premio alla sua popolarità: c’è qualcosa di molto più interessante. Scopriamolo insieme.
Ci troviamo in alta Valtellina, provincia di Sondrio, al confine con la Svizzera (l’area evidenziata in rosso nella mappa allegata). Le caratteristiche morfologiche del fondovalle – una sorta di lungo altopiano a circa 1800 metri di quota – lo rendono pressoché unico sotto il profilo microclimatico, in particolar modo d’inverno, allorché le inversioni termiche notturne possono determinare temperature minime davvero notevoli (non a caso è soprannominato “il piccolo Tibet d’Europa”). Ma c’è qualcosa di ancora più particolare, che porta le condizioni meteorologiche di questa nostra porzione di territorio montano a distinguersi, spesso in modo netto, rispetto a quanto possiamo osservare nel resto dei cieli lombardi. Cosa rende questo luogo così speciale?
Immaginate di recarvi nella Valle di Livigno per un pic-nic su uno dei suoi splendidi alpeggi. Immaginate di rovesciare al suolo un secchio pieno d’acqua. Vedrete l’acqua scorrere lungo il prato, quindi confluire nel ruscello più prossimo, per poi raggiungere lo Spöl (anche detto “Aqua Granda”), il torrente lungo il fondovalle che, al termine del paese di Livigno, si allarga nell’omonimo lago. Raggiunto il territorio svizzero, il suo corso termina confluendo nel fiume Inn, che a sua volta è immissario del Danubio. Ebbene: l’acqua di Livigno, incredibile ma vero, dopo un lunghissimo cammino… raggiunge il Mar Nero. E chi se ne frega, direte voi? Eh no! Non è mica una questione da poco. La Valle di Livigno, di fatto, NON appartiene alla Regione fisica italiana, dal momento che è tributaria del grande bacino idrografico del Danubio. Essendo questa caratteristica una diretta conseguenza dell’orografia locale, questa porzione di territorio viene spesso a distinguersi anche per quanto riguarda le condizioni meteo-climatiche. Uno spartiacque, pertanto, può essere considerato a tutti gli effetti una sorta di "sparti-clima": i crinali alpini si comportano come un vero e proprio muro, che tende a separare tanto le acque al suolo quanto le nubi in cielo. E tutto questo, è chiaro, avviene nell'ignoranza degli artificiali confini amministrativi, che non sempre seguono le linee naturali di displuvio.


Ai più assidui frequentatori di Livigno sarà capitato non di rado di lasciare la Val Padana sotto cieli coperti e pioviggine, per poi scoprire, giunti a destinazione, cieli azzurri e un gradevole soleggiamento, con temperature diurne – a dispetto della differenza di altitudine – talvolta più gradevoli di quelle milanesi. Viceversa, vi sarà accaduto di salutare le pianure e le valli prealpine sotto un cielo blu cobalto, temperature miti e ventilazione di Foehn, per poi imbattervi in una furiosa nevicata una volta raggiunto il passo del Foscagno, proprio alle porte di Livigno salendo da Bormio (SO). La ragione di queste forti differenze è una sola: il Livignasco, benché si trovi in territorio italiano, è una zona orograficamente estranea al resto della Lombardia. La meteorologia del luogo è ascrivibile alle condizioni presenti nel versante nord-alpino, molto più che a quelle sud-alpine. Ecco quindi la necessità di stilare una previsione meteo a sé, non senza il rischio – talvolta – di dimenticarsene.


E’ l’unica area lombarda con queste caratteristiche? Le acque del resto del nostro territorio regionale confluiscono tutte nel Mare Adriatico? No, esiste un’altra piccola eccezione: la Val di Lei, in alta Valchiavenna (area evidenziata in blu nella mappa allegata). Il “Reno di Lei”, fiume che scorre nell’omonima valle, è uno dei rami sorgentizi del Reno, quindi appartiene al bacino idrografico del Mare del Nord, che raggiunge dopo aver bagnato Svizzera, Germania, Francia e Paesi Bassi. Insieme alla Valle di Livigno, la Val di Lei (accanto a Madesimo, sempre in provincia di Sondrio) è una delle pochissime porzioni di territorio, a sovranità italiana, poste oltre la linea di displuvio costituita dalle Alpi. Anche in questo caso possiamo talvolta osservare condizioni meteo locali specifiche, tra l’altro ben note a chi d’inverno frequenta le piste da sci del comprensorio di Madesimo.
 

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