I bambini di Tresenda sono i nuovi "Custodi del Parco delle Orobie Valtellinesi"

Gli alunni delle classi quarta e quinta della Scuola primaria sono diventati ciceroni e tutori del borgo alpino di Carona, nel territorio comunale di Teglio

Nel giorno della ricorrenza dell’istituzione dei primi parchi nazionali d’Europa, avvenuta in Svezia nel 1909, il 24 maggio scorso, gli alunni delle classi quarta e quinta della Scuola primaria di Tresenda sono stati promossi sul campo ‘Custodi del Parco’. È avvenuto a Carona, nel comune di Teglio, al termine di una giornata fra natura e tradizione, storia e cultura, durante la quale gli alunni si sono trasformati in giovani ciceroni guidando familiari, amici e rappresentanti delle istituzioni alla scoperta dell’antico borgo.

A riconoscerne la bravura e l’impegno con il titolo è stato il presidente del Parco delle Orobie Valtellinesi Walter Raschetti, presente a Carona con il coordinatore Claudio La Ragione: «Custodire un bene grande e complesso non è facile - ha detto il presidente Raschetti ai ragazzi -, occorre conoscerlo bene: va quindi osservato e studiato con attenzione. Con l’aiuto delle vostre insegnanti avete svolto un magnifico lavoro impegnandovi a conoscere il territorio di Carona con la sua storia, la cultura e l’ambiente naturale. Avete adottato questi luoghi e li avete illustrati con sorprendente precisione e grande passione: siete stati davvero bravi e vi meritate il titolo di ‘Custodi del Parco’».

Il progetto avviato dalla Scuola primaria di Tresenda, coordinato dall’insegnante Laura Panella, è stato sostenuto dal Parco delle Orobie Valtellinesi, dal Comune di Teglio e dall’associazione ‘Amici per Carona’. Alla presenza della dirigente dell’Istituto comprensivo di Teglio Luisa Porta, gli alunni, per più volte nel corso della mattinata, hanno accompagnato i gruppi tra le vie del borgo e tappa dopo tappa ne hanno illustrato la storia.

Dall’arrivo dei primi abitanti provenienti da Cremona, scampati alle devastazioni di Federico Barbarossa, intorno al 1100, fino ai giorni nostri: la pacifica esistenza dei contadini di un borgo montano, il duro lavoro, la lotta contro frane e alluvioni, le opere di ricostruzione, il dramma della Seconda guerra mondiale. Un percorso a ritroso nel tempo per scoprire la chiesa intitolata a San Omobono, con le cinque campane portate fin lassù nel 1901 caricate su carri trainati dai buoi, la pila azionata dall’acqua del torrente Caronella per le attività agricole e artigianali, la torre risalente al 1213 che non esiste più, la coltura della segale, del grano saraceno e dell’orzo distico. Una minuziosa ricostruzione che i ragazzi nelle loro personali presentazioni hanno reso avvincente, un lavoro approfondito che ha prodotto schede e pannelli informativi installati in alcuni punti del borgo, l’ausilio delle nuove tecnologie con i ‘qr code’ che rimandano ai testi caricati sul sito internet dell’Istituto comprensivo di Teglio.

Per gli alunni, perfettamente calati nella parte, abili e coinvolgenti ciceroni, straordinari ambasciatori di un suggestivo angolo delle Orobie valtellinesi, la soddisfazione di aver mostrato i risultati di lavoro, impegno e passione. Da Carona, nella Giornata europea dei parchi, attraverso i nuovi ‘Custodi del Parco’, è partito il messaggio: avere cura del territorio, rispettarlo e tutelarlo, significa difendere tutto ciò che abbiamo di prezioso. Al termine della mattinata, nella struttura un tempo utilizzata quale colonia, gli ‘Amici per Carona’ hanno inaugurato il ‘Museo etnografico’ nel quale sono esposti attrezzi e suppellettili antichi che ricostruiscono la storia del borgo. E per concludere nel migliore dei modi la giornata di festa i presenti si sono riuniti attorno a un tavolo per gustare i pizzoccheri.

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