Sanità, PD Morbegno: “Taglio agli ambulatori è l'ennesima presa in giro da parte della regione”

I dem puntano il dito contro l'ulteriore smantellamento dell'ospedale di Morbegno

“Il presidio di Morbegno ha già sofferto moltissimo negli anni mesi passati per le scelte delle maggioranze di destra e centrodestra che si sono avvicendate alla guida della regione Lombardia: ridurre da tre giornate piene a settimana a soli due pomeriggi gli ambulatori ortopedici sarebbe l'ennesimo atto calato dall'alto, che svuota Morbegno per tappare falle apertesi altrove.” Ha dichiarato in una nota Federico gusmeroli, coordinatore il circolo dem “Giulio Spini” di Morbegno e Bassa Valle, commentando le insistenti voci che danno per imminente una drastica riduzione delle giornate in cui gli specialisti ortopedici sono presenti Morbegno per l'ambulatorio dedicato ai pazienti (una diminuzione di oltre l’80% delle visite prenotabili). “Se confermata, questa scelta avrebbe come immediata conseguenza l'azzeramento della possibilità che un paziente con urgenza ortopedica sia visitato immediatamente dall'ortopedico presente in ambulatorio e l'allungamento delle liste di attesa, obbligando i cittadini a spostarsi a Sondrio o Chiavenna, oppure recarsi a pagamento presso strutture private. In particolare, appare purtroppo chiara la scelta di avvantaggiare sempre di più il settore privato, a scapito delle strutture pubbliche: un fenomeno che non è affatto nuovo (basti vedere le decisioni prese riguardo alla collocazione dell'auto medica) e che, nonostante i proclami, va acuendosi di anno in anno, rendendo sempre più deboli le strutture pubbliche e sempre più netta la differenza di trattamento sanitario tra chi i soldi e chi no.”

“Siamo consapevoli che esiste un serio problema di reclutamento del personale ospedaliero, a maggior ragione in una zona periferica e poco attrattiva come la nostra.” Ha ricordato il coordinatore del circolo di Morbegno che da mesi segue con attenzione la vicenda e, più di un anno e mezzo fa, aveva denunciato la proposta di chiusura notturna del presidio, organizzando anche un partecipatissimo incontro pubblico. “Non esistono certamente soluzioni facili, ma - oltre soluzioni di breve respiro come le convenzioni con l'università per gli specializzandi e incentivi economici vari - riteniamo sia necessario che la Regione intervenga con forza per aumentare sempre più il numero di borse di studio per le specialità mediche, eventualmente legandole a un obbligo di permanenza per alcuni anni sul territorio Lombardo. Serve inoltre, per quanto riguarda il nostro livello locale, che gli amministratori si facciano finalmente carico una proposta organica sistemica e coerente, capace di guardare non all’oggi ma al domani e dopodomani, di organizzazione delle strutture sanitarie nella nostra provincia, mettendo fine a una guerra tra poveri dove nessuno vince e tutti perdono, in particolare i più deboli.”

“Forse è tempo anche che l'assessore regionale Sertori si faccia veramente carico delle preoccupazioni del nostro territorio e agisca concretamente, mettendoci la faccia e incontrando il territorio per ascoltarne i bisogni e le preoccupazioni di fronte al progressivo sfascio dell'intera sanità valtellinese e Valchiavennasca.” Ha concluso l'esponente dem, chiamando in causa l’ex presidente della provincia che, come candidato alle elezioni, era stato uno dei pochissimi non presentarsi a Morbegno all'incontro pubblico organizzato dal comitato cittadino per parlare proprio il futuro della sanità in bassa Valle. “Come Partito democratico negli scorsi mesi abbiamo lavorato in silenzio per evitare le strumentalizzazioni su un tema tanto delicato, mettendoci a disposizione di amministratori e cittadini: non possiamo però stare in silenzio di fronte all'ennesima prevaricazione e a questo ulteriore atto di smantellamento nel presidio di Morbegno. Non si può continuare a fare finta di niente di fronte alla palese sconfessione delle promesse fatte dalla Regione per far digerire al nostro territorio la perdita di un sistema efficace di gestione delle urgenze: infatti è ormai chiaro che la volontà politica della Lega Nord e della maggioranza di regione Lombardia non è quella di trasformare il presidio di Morbegno né tantomeno rinforzarlo, ma è quella di continuare sulla strada avviata da diversi anni di progressivo smantellamento per una futura totale chiusura. Questa scelta, come da tempo sosteniamo, ci trova assolutamente contrari.“

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