Concessioni idroelettriche, Del Barba: " Bene la teoria, male la pratica"

Bocciati gli emendamenti con cui Del Barba, De Menech e Borghi chiedevano di mantenere a Sondrio, Belluno, Verbania il governo dell’acqua e i suoi ristori economici

Dighe e altri impianti di grandi derivazioni d’acqua alla scadenza delle concessioni passeranno di proprietà alla Regione Lombardia. Lo stabilisce il provvedimento di conversione in legge del decreto “semplificazioni”. «Per la provincia di Sondrio», sottolinea il deputato valtellinese Mauro Del Barba, «c’è il rischio concreto di sostituire al centralismo di Roma il centralismo di Milano».

In Commissione, la notte scorsa, sono stati bocciati gli emendamenti presentati da Del Barba e dai colleghi Borghi di Verbania e De Menech di Belluno che chiedevano il mantenimento del governo dell’acqua e dei suoi ritorni economici sul territorio. In aula, il governo ha posto la questione di fiducia sul testo annullando qualsiasi possibilità di intervento e di discussione. «Siamo favorevoli a questa forma di federalismo e di regionalizzazione delle strutture di produzione energetica», puntualizza Del Barba, «però avremmo voluto che le decisioni e i ritorni economici rimanessero ai territori di produzione». Il sistema di impianti sondriese produce oltre il 12 per cento dell’energia idroelettrica italiana e oltre il 40 per cento di quella lombarda. «Comuni e Provincia», afferma il deputato, «devono poter decidere come e quando l’acqua deve essere impiegata per produrre energia e quando invece è opportuno lasciarla nei fiumi e nei laghi per scopi di ripristino ambientale e turistico. Inoltre devono poter beneficiare direttamente delle risorse economiche generate dalla produzione di energia». Il governo, la Lega e il Movimento 5 Stelle la pensano diversamente, hanno bocciato gli emendamenti dei deputati di opposizione e trasferiscono alla Regione ogni competenza.

Un pessimo affare per i montanari, conclude Del Barba: «Ogni volta che il centro decisionale si è spostato da Roma a Milano, Province ed enti locali hanno perso autonomia, competenze e risorse. A onor del vero in Lombardia qualche risultato lo abbiamo strappato per Sondrio, ma ancora una volta al pieno riconoscimento della nostra specificità montana si preferisce tenere a Milano il controllo e usare la trattativa come prebenda per il solito scambio di voti. Vigileremo nel prossimo futuro perchè queste pratiche che umiliano cittadini e amministratori locali abbiano almeno il decoro della trasparenza e continueremo a rivendicare il diritto di decidere e contare e non quello di essere contati»

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